Miele adulterato, frode individuata con NIR e fluorescenza

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Secondo uno studio, la spettroscopia NIR e la fluorescenza costituiscono tecniche efficaci per l’autenticazione del miele, con la fluorescenza particolarmente sensibile alle variazioni compositive indotte dall’adulterazione

L’adulterazione del miele è una delle frodi alimentari più diffuse e difficili da individuare.

In uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori italiani (De Angelis et al., 2025), sono stati sviluppati modelli predittivi per il rilevamento e la quantificazione di tale adulterazione, utilizzando la spettroscopia nel vicino infrarosso (NIR) e la spettroscopia di fluorescenza.

Due mieli autentici (agrumi e millefiori) sono stati adulterati con tre tipi di sciroppi zuccherini (miscele di glucosio-fruttosio da mais e barbabietola) in percentuali dal 2 al 40%.

Gli spettri NIR sono stati elaborati mediante Analisi delle Componenti Principali (PCA), seguita da regressione PLS (Partial Least Squares). Per i dati di fluorescenza, è stata impiegata l’analisi PARAFAC (Parallel Factor Analysis), seguita da una regressione lineare.

La PCA degli spettri NIR dimostra una chiara separazione tra miele e adulteranti, con la componente PC1 correlata al livello di adulterazione. Il modello PLS mostra maggiore precisione.

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