La rapida espansione del fotovoltaico (PV) in diversi Paesi ha creato un significativo surplus di elettricità nelle ore centrali del giorno, ma i settori industriali come quello alimentare mantengono una domanda costante di vapore. Lo scopo di uno studio recente, effettuato da ricercatori vietnamiti (Hoang and Nguyen, 2026), è stato quello di indagare la fattibilità dell’integrazione del riscaldamento a induzione ad alta frequenza (IH) con l’accumulo di energia termica a sali fusi (MSTES) per convertire l’elettricità PV in eccesso in vapore industriale.
Per controllare il sistema in condizioni fotovoltaiche dinamiche, è stato implementato un modello di controllo PID a cascata in MATLAB/Simulink. Per valutare la performance del sistema sono stati introdotti tre indicatori: efficienza di accoppiamento elettromagnetico (ηem), efficienza di trasferimento termico (ηth) ed efficienza complessiva dell’impianto (ηsys).
I risultati dimostrano che una configurazione ottimizzata a quattro tubi utilizzando sali fusi ed operante a 12–100 kHz raggiunge ηem ≈ 85%, ηth ≈ 96% e ηsys ≈ 82%. Secondo gli autori, inoltre, rispetto al tradizionale sistema PV + accumulo di energia a batteria (BESS) + caldaia, l’impianto proposto (PV + IH + MSTES) offre un’efficienza simile. ma con un costo del calore inferiore del 60% ed un maggior tempo di vita. Infine, a differenza delle caldaie a biomassa convenzionali, il sistema non produce emissioni e consente una cogenerazione flessibile di calore ed elettricità da input PV rinnovabili. Questi risultati dimostrano che il sistema MSTES con IH è una soluzione Power-to-Heat tecnicamente valida ed economicamente superiore per la produzione di vapore industriale, offrendo un percorso promettente per la decarbonizzazione dei Paesi con un’elevata diffusione del PV.
Riferimenti bibliografici: A.T. Hoang & B.T. Nguyen, Applied Thermal Engineering, 288, 2026, 129632