La valorizzazione delle bucce di agrumi rappresenta un approccio sostenibile ed innovativo per ridurre lo spreco alimentare, migliorando al contempo il profilo nutrizionale dei prodotti a base di frutta.
L’obiettivo di uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori rumeni (Negrea et al., 2025), è stato quello di valutare il potenziale dell’incorporazione di questo sottoprodotto nella formulazione di marmellate, al fine di migliorarne le proprietà nutrizionali e funzionali.
I campioni sono stati preparati utilizzando una tecnica di lavorazione tradizionale, includendo prodotti a base di: bucce di pomelo (PPJ), bucce di lime (LiPJ), bucce di limone (LePJ), bucce di clementina (CPJ), bucce di arancia (OPJ) e bucce di pompelmo (GPJ). Tutte le marmellate sono state sottoposte ad analisi approfondite, tra cui la valutazione della composizione chimica, dei solidi solubili totali (TSS), dell’acidità titolabile (g/100 g di acido citrico), del contenuto di macro- e microelementi, del contenuto fenolico totale (TPC), del contenuto di flavonoidi totali (TFC) e dell’attività antiossidante mediante il saggio FRAP. Tra i campioni, quelli LePJ presentano la maggiore attività antiossidante ed il più elevato contenuto di polifenoli, rivelandosi una scelta superiore in termini di benefici funzionali. Quanto all’analisi sensoriale, la marmellata OPJ è risultata la più apprezzata dai consumatori, dimostrando un’elevata accettabilità ed un potenziale successo commerciale.
Concludendo, gli autori evidenziano che i prodotti sviluppati a partire dalle bucce di agrumi – generalmente considerate semplici scarti agroalimentari – presentano un reale valore funzionale, fornendo ai consumatori antiossidanti naturali con potenziali benefici per la salute.
Riferimenti bibliografici: M. Negrea et al., Foods, 14, 2025, 1-19.