Sansa di pomodoro, recupero dei composti bioattivi

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I risultati di uno studio evidenziano l’efficacia del trattamento proposto nella valorizzazione sostenibile della sansa di pomodoro, con potenziali applicazioni in ambito industriale

La sansa di pomodoro è un sottoprodotto della produzione della passata, costituito principalmente da bucce e semi, particolarmente ricco di composti ad alto valore aggiunto, in particolare i carotenoidi, fra i quali spicca il licopene. Tuttavia, l’elevato contenuto di acqua rappresenta un limite significativo, perché favorisce la degradazione e la fermentazione di questo materiale, soprattutto se conservato a temperatura ambiente. L’umidità residua, inoltre, aumenta il peso del sottoprodotto, con impatti negativi sulla sostenibilità del trasporto.

Alla luce di queste criticità, l’obiettivo principale di uno studio (C. Lazzarini et. Al., 2025) è stato quello di ridurre il contenuto residuo di umidità di un campione di sansa di pomodoro, prelevato presso un’azienda locale, con l’intento di migliorarne la stabilità e facilitare il recupero di composti bioattivi per applicazioni successive. Il sottoprodotto è stato sottoposto ad un processo di essiccazione mediante un prototipo di essiccatore ad aria non termico.

La shelf life del materiale essiccato è stata monitorata a 60, 80 e 110 giorni, valutando parametri quali: l’attività dell’acqua, il profilo dei composti volatili, le analisi microbiologiche ed il contenuto in carotenoidi.

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