Si è votato a Strasburgo, il 16 giugno scorso, il progetto di regolamento sull’informazione al consumatore relativa ai prodotti alimentari. Ecco cosa cambia anche per il nostro Paese.
L’assemblea degli eurodeputati ha dato buona prova del proprio ruolo cruciale nella formazione delle regole comuni. La risoluzione parlamentare si discosta, infatti, dalla proposta della Commissione europea in diverse parti, anche sostanziali. Con un approccio favorevole al progresso normativo e alla garanzia dei diritti di chi partecipa alla filiera agroalimentare: dal consumatore alla produzione agricola primaria e viceversa, senza trascurare l’industria di trasformazione, l’import e la distribuzione. E poichè “non tutte le ciambelle vengono col buco”, il Parlamento ha a sua volta dato poca cura ad aspetti che meritano una riflessione più attenta.
Il voto del 16 giugno non conclude l’iter legislativo, segna piuttosto un percorso.
Sarè ora il Consiglio dei Ministri a pronunciarsi e a proporre all’assemblea un accordo sul dettaglio delle nuove regole.
Nel primo semestre 2011 è precista la definizione del testo, permeato dalle recenti indicazioni di Strasburgo.
Si offre perciò un’analisi di sintesi del voto, sulla base della versione provvisoria (la sola disponibile, al momento) della risoluzione del Parlamento.
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Etichettatura, il Parlamento europeo lancia la sfida trasparenza
Si è votato a Strasburgo, il 16 giugno scorso, il progetto di regolamento sull’informazione al consumatore relativa ai prodotti alimentari. Ecco cosa cambia anche per il nostro Paese.
L’assemblea degli eurodeputati ha dato buona prova del proprio ruolo cruciale nella formazione delle regole comuni. La risoluzione parlamentare si discosta, infatti, dalla proposta della Commissione europea in diverse parti, anche sostanziali. Con un approccio favorevole al progresso normativo e alla garanzia dei diritti di chi partecipa alla filiera agroalimentare: dal consumatore alla produzione agricola primaria e viceversa, senza trascurare l’industria di trasformazione, l’import e la distribuzione. E poichè “non tutte le ciambelle vengono col buco”, il Parlamento ha a sua volta dato poca cura ad aspetti che meritano una riflessione più attenta.
Il voto del 16 giugno non conclude l’iter legislativo, segna piuttosto un percorso.
Sarè ora il Consiglio dei Ministri a pronunciarsi e a proporre all’assemblea un accordo sul dettaglio delle nuove regole.
Nel primo semestre 2011 è precista la definizione del testo, permeato dalle recenti indicazioni di Strasburgo.
Si offre perciò un’analisi di sintesi del voto, sulla base della versione provvisoria (la sola disponibile, al momento) della risoluzione del Parlamento.
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