Oltre la superficie: un gin opera d’arte

Condividi

Il progetto di decorazione sviluppato da P&P Promotion per Peacock Tuscany trasforma una bottiglia di gin in uno strumento narrativo tridimensionale, per una soluzione tecnologicamente esemplare

Nell’universo degli spirits premium, dove il numero di referenze continua ad aumentare e la competizione si gioca spesso nei pochi secondi che precedono la scelta d’acquisto, il packaging assume un ruolo sempre più strategico. È in questo contesto che si inserisce il progetto sviluppato da P&P Promotion per Peacock Tuscany, giovane realtà fondata nel 2023 da Lorenzo Cecere Palazzo e Daniele Piccini con l’obiettivo di realizzare un gin fortemente caratterizzato dal legame con la Toscana e da un’immagine capace di emergere sugli scaffali senza ricorrere ai codici più tradizionali della categoria. La prima produzione è arrivata nel luglio 2024, ma il percorso di definizione dell’identità visiva è iniziato diversi mesi prima del lancio. «Oggi il packaging rappresenta il primo punto di contatto tra il consumatore e il prodotto – spiegano i fondatori di Peacock Tuscany –: in uno scaffale affollato, una bottiglia deve saper catturare l’attenzione in pochi secondi, ma allo stesso tempo deve saper raccontare la propria storia. Per noi non è un semplice contenitore, ma parte integrante dell’esperienza del brand». L’intenzione è stata quella di costruire un’immagine sofisticata, contemporanea e immediatamente riconoscibile, coerente con il posizionamento super premium del prodotto. Peacock Gin, realizzato con quattordici botaniche selezionate, nasce infatti dall’idea di coniugare territorio, ricerca e cura dei dettagli. Per distinguersi in un mercato estremamente competitivo servivano, però, due elementi complementari: un distillato in grado di esprimere una propria personalità e una veste grafica capace di comunicare tale identità ancor prima dell’assaggio, mantenendo credibilità e prestigio. Da questa esigenza ha preso forma un progetto che ha richiesto un approccio creativo e tecnologico non convenzionale, fondato sulla volontà di superare i limiti abitualmente associati alla decorazione del vetro.

Sei settimane per la ricostruzione grafica

Il progetto ha trasformato la bottiglia di gin in una superficie narrativa

Prima di incontrare P&P Promotion, Peacock Tuscany ha valutato diverse proposte, che non hanno però interpretato pienamente il carattere del marchio. «Molte soluzioni erano tecnicamente valide, ma non trasformavano la bottiglia in un elemento narrativo – osservano Cecere Palazzo e Piccini –. Mancava l’effetto memorabile che stavamo cercando». La svolta è arrivata quando P&P Promotion ha richiesto piena libertà progettuale. Una scelta non scontata, considerando che il punto di partenza del progetto è stato un piccolo dipinto in bassa risoluzione raffigurante una figura femminile e alcuni alberi. I titolari desideravano riprodurre, su vetro, le cromie e le sfumature ispirate al pavone, valorizzando, al contempo, l’opera artistica centrale. «La fiducia è stata fondamentale – sottolinea Francesca Lorusso, Marketing Manager dell’azienda piemontese : abbiamo sviluppato una soluzione che ha richiesto ore di ricerca, sperimentazione e investimenti prima di avere un campione definitivo da mostrare». Il lavoro, durato circa sei settimane, è consistito nella ricostruzione completa dell’immagine e nella sua trasformazione in una composizione continua capace di estendersi sull’intera superficie della bottiglia: colline, cielo, vegetazione e personaggi sono stati ridisegnati e integrati in una narrazione visiva coerente, studiata per accompagnare lo sguardo lungo i 360 gradi del vetro. Ogni elemento è stato progettato per dialogare con gli altri, evitando l’effetto collage che avrebbe compromesso l’equilibrio generale. Il risultato è un racconto per immagini nel quale il paesaggio toscano, la figura femminile in kimono, il pavone, il cielo e le sue sfumature diventano componenti di una medesima scenografia, costruita per essere osservata da prospettive differenti e rivelare, progressivamente, più dettagli.

Tecnologia digitale nanotecnologica non UV

Il racconto grafico è stato costruito attorno all’identità del brand

La complessità dell’apparato grafico ha richiesto una piattaforma produttiva in grado di garantire elevata libertà espressiva, per questo P&P Promotion ha impiegato una nanotecnologia digitale non UV unica nel panorama europeo. Il sistema consente di combinare colori trasparenti e coprenti attraverso l’utilizzo della quadricromia e del bianco, generando sfumature, effetti di profondità e livelli di dettaglio difficilmente ottenibili con metodologie convenzionali. Uno degli aspetti più significativi riguarda la possibilità di decorare anche la spalla della bottiglia, area normalmente complessa da gestire nella stampa digitale su vetro. In questo caso, la sfumatura prosegue oltre il corpo principale del contenitore, contribuendo a creare una continuità visiva che elimina ogni percezione di interruzione del decoro. «Volevamo evitare che la grafica sembrasse semplicemente applicata – afferma Lorusso –: il fine era che dialogasse con la forma stessa della bottiglia». Il processo ha richiesto numerose prove per definire correttamente coprenze, trasparenze e canali colore e particolare attenzione è stata dedicata al retro, dove le informazioni obbligatorie sono state inserite su un fondo trasparente più scuro per preservarne la leggibilità senza compromettere l’equilibrio estetico complessivo. La brillantezza superficiale ottenuta valorizza, inoltre, la trasparenza del vetro e contribuisce a enfatizzare gli effetti ottici generati dal contenuto liquido, trasformando una caratteristica spesso considerata problematica nel mondo spirits in una componente integrante del progetto comunicativo.

Interazione con la luce, dinamismo e profondità

Grafica, luce e vetro dialogano senza soluzione di continuità

Il rapporto tra decorazione, vetro e distillato è proprio uno degli aspetti più interessanti della realizzazione: anziché contrastare l’effetto lente prodotto dal liquido trasparente, il team di sviluppo ha scelto di sfruttarlo come strumento espressivo. Le deformazioni ottiche sono così state integrate nel linguaggio visivo della bottiglia, che cambia percezione a seconda dell’angolo di osservazione. Le cromie ispirate al piumaggio del pavone, simbolo dell’azienda, non si limitano a una semplice riproduzione estetica, ma diventano il filo conduttore dell’intera composizione. «Non volevamo copiare le tonalità del pavone – dichiara Francesca Lorusso –: abbiamo cercato di trasferirne l’essenza attraverso passaggi cromatici che collegassero tutti gli elementi presenti sulla superficie». Anche il cielo è stato progettato ex novo, con pennellate capaci di richiamare contemporaneamente l’opera originaria e le iridescenze tipiche delle piume dell’animale. Dal punto di vista simbolico, il Viale dei Cipressi rappresenta invece il collegamento con le botaniche e con il paesaggio costiero toscano, mentre la figura femminile interpreta idealmente il gin che “si addentra in Toscana”, accompagnato dal pavone, ovvero la Peacock Tuscany. Secondo i fondatori, il kimono assume poi un significato ulteriore: ricordare che accanto agli elementi mediterranei, nel distillato trovano spazio spezie provenienti da terre lontane e aree geografiche differenti. «L’intera costruzione grafica è stata concepita come un sistema di riferimenti e rimandi visivi che restituisce una lettura articolata dell’identità del nostro marchio, evitando soluzioni decorative fini a sé stesse».

Edicola web

Ti potrebbero interessare