La Città Eterna ha assistito al loro debutto a metà giugno 2023. Ma, a ben vedere, si è trattato più di un esordio formale che sostanziale. I tre soci, infatti, sguazzavano nel settore già da tempo: un percorso fatto di esperienze maturate direttamente sul campo. I loro volti non sono certo passati inosservati. Soprattutto agli habitué del Mad for Beer, pub di riferimento nel quartiere Monteverde. Una vera e propria palestra professionale: «Abbiamo imparato prima a correre che a camminare», scherza Andrea Nardi. Un’ironia tagliente che si riflette anche nel marketing. Basta uno sguardo al profilo social: il goliardismo è di casa! Insomma, un principio guida. Sul piano produttivo prediligono interpretazioni di scuola inglese e le basse fermentazioni, mantenendo una linea coerente ma tutt’altro che rigida. «Per fare sul serio bisogna anche sapersi divertire e – soprattutto – rischiare», strizza l’occhio Nardi. Come si fa a non essere d’accordo?
I sogni sono fatti di Plastika

Conquista il premio dedicato ai produttori con meno di tre anni di attività al concorso di Fermento Birra, appuntamento annuale che assegna il titolo di Birraio dell’Anno, inclusa la categoria emergente. «E chi se lo aspettava?!», ammette Andrea, con un misto di stupore e soddisfazione ancora evidente. «Una bella sorpresa! Linfa è conosciuta principalmente nel Lazio. In questi due anni e mezzo abbiamo lavorato con costanza e non allenteremo la presa. La nostra è una squadra affiatata: siamo grati per questo riconoscimento. Partecipare a eventi nazionali, come EurHop Roma Beer Festival, è stata una grande vetrina: ci ha permesso di essere sotto una lente d’ingrandimento». La sua formazione inizia dietro al bancone, distinguendosi come ecclettico publican. In seguito amplia le proprie competenze nel mondo dell’homebrewing, fino al passaggio decisivo alla DIEFFE – Accademia delle Professioni di Padova – dove consegue la qualifica di birraio. «Lavorare al Mad è stato fondamentale: mi ha permesso di sviluppare una conoscenza diretta del mercato. A un certo punto ho scelto di mettermi in gioco e dedicarmi alla produzione». La linea di birre maturata da Linfa nasce proprio da questo bagaglio, arricchito da esperienze in diversi birrifici. Significativa è la collaborazione con il Birrificio Etnia di Pavia, dove ha lavorato per gran parte del 2017. Tra i soci fondatori del progetto, Nardi ricopre il ruolo di responsabile di produzione. Al suo fianco un team complementare: Roberto Antonini, imprenditore, gestisce logistica e distribuzione; cugino di Andrea è stato una delle colonne portanti del Mad for Beer. Francesco De Santis, anche lui veterano di quel di Monteverde, è responsabile delle attività amministrative e gestionali del birrificio.
Sua Emergenza all’opera
In sala cottura si muove con destrezza, quasi a occhi chiusi: Andrea ne tiene saldamente le redini. L’impianto è un sistema a due tini: uno riscaldato, destinato ad ammostamento, bollitura e whirlpool, e un tino filtro dedicato alla separazione. La capacità massima è di 6,5 ettolitri, con una potenzialità produttiva teorica annua di 850 ettolitri. Ogni cotta produce tra i 680 e i 700 litri di mosto, per una media di 16 cotte mensili. Linfa Brewery guarda al futuro con fiducia: «Siamo un’azienda giovane, ma fin dall’inizio abbiamo registrato un incremento della domanda. Nel 2024 abbiamo prodotto 285 ettolitri, saliti a 450 nel 2025. Non raggiungiamo ancora i volumi richiesti dalla grande distribuzione: è una prospettiva aperta su cui stiamo riflettendo. La nostra vendita si rivolge principalmente a un settore di nicchia, attraverso la distribuzione locale e il passaparola. Roma offre comunque un mercato ampio e dinamico. Le attività produttive sono in crescita, così come gli investimenti, a partire dalla riempitrice. Siamo già all’opera!»
Confezionamento: primo impianto in arrivo
«Utilizziamo sette fermentatori troncoconici isobarici, quasi sempre a pieno regime: cinque da 1.400 litri e due da 2.200». La sala di rifermentazione ha una capacità complessiva di 8.500 litri di volume condizionato, variabile a seconda delle tipologie brassate. In assenza di un impianto interno, il confezionamento isobarico è attualmente affidato al servizio di mobile canning del Birrificio Ciociaro di Frosinone. L’inlattinamento avviene direttamente in sede, garantendo flessibilità operativa. È ormai in fase avanzata l’acquisizione di un’attrezzatura propria per l’infustamento e il riempimento delle lattine, con l’obiettivo di incrementare i volumi, ottimizzare i tempi e migliorare l’efficienza complessiva. «Stiamo definendo gli ultimi dettagli». Il piano di sviluppo aziendale prevede una crescita produttiva stimata tra il 15% e il 20% entro il 2027. Con l’attuale servizio, il birrificio confeziona circa 900 lattine/ora da 33 cl e contemporaneamente riempie fusti in PET da 24 litri, destinati principalmente al canale craft. I prodotti finiti vengono stoccati in cella frigorifera a temperatura costante di 5 °C, con tempi medi di immissione sul mercato compresi tra 30 e 45 giorni. «Nel 2025 abbiamo prodotto 11.000 lattine e quasi 1.700 fusti». La roadmap è tracciata: per il 2026 puntano a sfiorare i 600 ettolitri!»
Ultimo tassello: l’acqua. Quella della capitale, notoriamente ricca di bicarbonati, richiede interventi mirati. «Ci siamo dotati di un impianto a osmosi inversa per modulare i sali e costruire il profilo ideale per ogni ricetta».