Nel settore alimentare, la progettazione delle superfici di lavoro rappresenta un elemento tecnico determinante per garantire conformità normativa, sicurezza operativa e qualità del prodotto. Le pavimentazioni industriali, in particolare, devono rispondere a requisiti stringenti in termini di igiene, resistenza chimico-meccanica e durabilità, contribuendo al rispetto delle procedure HACCP e degli standard richiesti dalle certificazioni di settore. In questo contesto, le soluzioni continue si affermano come una scelta progettuale evoluta, in grado di integrare prestazioni tecniche elevate con facilità di gestione e manutenzione.
Le condizioni di esercizio tipiche degli ambienti food impongono infatti sollecitazioni particolarmente severe: cicli di lavaggio intensivi, presenza costante di acqua e umidità, utilizzo di detergenti e sanificanti aggressivi, contatto con sostanze organiche, traffico continuo di mezzi di movimentazione e frequenti shock termici. A queste criticità si aggiunge la necessità di garantire superfici impermeabili, antiscivolo, prive di porosità e facilmente sanificabili, riducendo al contempo i tempi di fermo impianto durante le fasi di installazione o manutenzione. “Nel comparto food la pavimentazione deve essere considerata parte integrante del processo produttivo”, spiega Andrea Penati, Amministratore Delegato di IPM Italia. “Le aziende non chiedono soltanto resistenza e durata nel tempo, ma superfici che contribuiscano a garantire igiene, sicurezza e continuità delle attività. Ogni ambiente presenta esigenze specifiche e richiede soluzioni progettate in funzione delle lavorazioni svolte e delle condizioni operative”.
Attiva dal 1981 nella formulazione, produzione e posa di pavimentazioni continue, IPM Italia ha sviluppato negli anni una gamma di sistemi specificamente dedicati all’industria alimentare, caratterizzati dall’assenza di fughe e giunti, elemento che elimina i punti critici dove possono accumularsi sporco, residui organici e batteri, facilitando le operazioni di pulizia e sanificazione e contribuendo al rispetto delle procedure HACCP.
Tra le soluzioni più utilizzate, IPM Multicrete, sistema in poliuretano-cemento sviluppato per gli ambienti produttivi soggetti alle condizioni più gravose. Grazie all’elevata resistenza chimica e termica, alla traspirabilità e alla capacità di sopportare lavaggi frequenti e sostanze aggressive, il sistema trova applicazione in numerosi comparti della trasformazione alimentare. La sua formulazione consente inoltre di resistere al percolamento di sostanze particolarmente aggressive, come il siero del latte, e a temperature fino a 110 °C, caratteristiche che lo rendono particolarmente indicato per il settore lattiero-caseario.

Per magazzini, aree di conservazione e stoccaggio, IPM Italia propone IPM QCF Rapid, sistema con finitura trasparente e quarzi porcellanati sviluppato per il settore beverage e alimentare. Resistente agli agenti chimici aggressivi, al pH acido e caratterizzato da elevata rapidità di posa, consente di ridurre significativamente i tempi di intervento garantendo al contempo planarità, facilità di manutenzione e diverse finiture antisdrucciolo. La capacità di resistere ad ambienti caratterizzati dalla presenza di sostanze acide rende questo sistema particolarmente adatto al comparto vitivinicolo. Nelle cantine, nelle aree di vinificazione e negli impianti di imbottigliamento, infatti, le pavimentazioni sono sottoposte quotidianamente al contatto con mosti, vino, detergenti e frequenti cicli di lavaggio: in questi contesti, oltre alla resistenza chimica e meccanica, risultano fondamentali sicurezza per gli operatori, facilità di sanificazione e continuità operativa, soprattutto durante le fasi più intense della produzione. IPM Stratos è invece un sistema epossidico multistrato a effetto monocromatico che coniuga rapidità di posa, resistenza all’usura e facilità di pulizia. Conforme ai requisiti HACCP e alla norma UNI 11021 per gli ambienti con presenza di alimenti, è particolarmente indicato per aree soggette a medie sollecitazioni meccaniche, dove è necessario limitare i tempi di fermo impianto senza rinunciare a durabilità e prestazioni.
Quando invece la necessità è recuperare superfici esistenti particolarmente degradate senza affrontare demolizioni invasive, IPM Blindo rappresenta la soluzione dedicata alla riqualificazione delle pavimentazioni ammalorate. Si tratta di un sistema in malta epossidica fibro-armata ad alto spessore, progettato per ripristinare superfici fessurate, usurate o contaminate da liquidi e sostanze di processo. Grazie alle elevate prestazioni meccaniche e chimiche e alla possibilità di recuperare quote e pendenze, consente di riportare rapidamente in esercizio aree produttive sottoposte a traffico intenso e carichi gravosi. Anche IPM Blindo soddisfa i requisiti HACCP ed è disponibile in versioni specifiche per pavimentazioni contaminate da oli o particolarmente compromesse.
Attraverso il sistema IPM Aquaperm Ceramix è, inoltre, possibile realizzare continuità tra pavimento e parete, eliminando fughe e porosità e rendendo le superfici facilmente lavabili e sanificabili. Una soluzione particolarmente apprezzata negli ambienti dove il controllo dell’igiene rappresenta una priorità assoluta.

Nel corso degli anni IPM Italia ha realizzato numerosi interventi per aziende appartenenti a differenti segmenti della filiera alimentare, accompagnando la crescita e l’evoluzione di stabilimenti produttivi, aree di lavorazione e magazzini. Tra le referenze figurano realtà attive nei settori lattiero-caseario, della trasformazione alimentare e dell’imbottigliamento, oltre a marchi come Fabbri 1905, Despar, Cantina Sergio Pitticco, Kellerei Bozen – Cantina Bolzano, Zarpellon. Una expertise che consente a IPM Italia di affrontare ogni progetto partendo dall’analisi delle condizioni reali di utilizzo e individuando il sistema più adatto alle esigenze del cliente. “Nel food non esiste una soluzione standard valida per tutti”, conclude Penati. “Ogni pavimentazione nasce da un’analisi tecnica delle lavorazioni, dei flussi e delle criticità dell’ambiente. L’obiettivo è sempre lo stesso: realizzare superfici durevoli, sicure e capaci di supportare nel tempo l’efficienza produttiva dell’azienda”.
