Due anni fa avevo scritto un editoriale sui possibili ruoli e colpe dell’industria alimentare nei confronti dell’obesità. Quel breve testo mi portò il contatto della direttrice di Radio Parlamentare e il coinvolgimento nell’evento “Obesità, la svolta necessaria. Riconoscerla. Prevenirla. Curarla.”, lo scorso novembre a Roma presso la sala ISMA del Senato della Repubblica.
. Inoltre, l’Atto di Indirizzo 2026 del Ministero della Salute, firmato il 9 gennaio 2026, ha delineato le priorità politiche strategiche per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ponendo una forte enfasi sulla prevenzione, la sostenibilità e l’approccio “One Health” (salute umana, animale e ambientale interconnesse), con il punto 10 “Promozione dei corretti stili di vita e dei rapporti con l’ecosistema, in particolare mediante politiche che mirano a promuovere la cultura della salute mentale” e il punto 11 “Rafforzare la Sicurezza alimentare ed investire nella nutrizione: una priorità per la salute e la sostenibilità del SSN”.
A quel primo evento è seguito l’inizio di una campagna nazionale sull’obesità – la svolta necessaria, promossa da Radio Parlamentare e dal Gruppo di lavoro CNEL Promozione degli stili di vita ed educazione alimentare – ed è stato per me un onore aver potuto contribuire gestendo l’organizzazione scientifica di un evento all’interno di questa campagna lo scorso giugno.
Per questa giornata ho scelto come sottotitolo “un impegno condiviso”, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla patologia e su cosa si può fare non solo a livello clinico ma anche a livello di sistema agroalimentare. Si è iniziato parlando degli aspetti clinici dell’obesità, delle principali cause e dei meccanismi, dei possibili approcci terapeutici (nutrizionali, comportamentali, farmacologici, clinici), delle differenze di approccio per segmenti di popolazione e della (galoppante) evoluzione del fenomeno a livello mondiale e locale. Si è proseguito con interventi volti a fornire un panorama di come il sistema agroalimentare, dalla produzione delle materie prime alla loro distribuzione e trasformazione, passando per la ricerca, gli approcci di riformulazione e di educazione alimentare, e anche, perché no, possibili strategie di marketing, possa dare un contributo alla prevenzione e mitigazione dell’obesità. Infine, una raccolta di testimonianze su iniziative, locali e non, finalizzate alla promozione di stili di vita più salutari, anche nella ristorazione collettiva e commerciale e nell’industria alimentare. Mi sono portata a casa, come molti dei relatori e spero dei partecipanti, la voglia (e le promesse) di andare avanti nell’approfondire e migliorare in maniera sempre più costruttiva questo dialogo multidisciplinare tra i mondi medico, accademico e produttivo e la consapevolezza di dover fare ancora molto nella diffusione delle corrette informazioni al pubblico. Mi ricordo, con un sorriso, le espressioni di alcuni dei relatori medici, quando ho precisato che noi tecnologi alimentari rabbrividiamo quando sentiamo parlare di cibi ultraprocessati…