Controlli ufficiali, la relazione 2024 sulle autorità competenti

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Individuati gli aspetti più critici, le cause profonde e gli ambiti ancora non sufficientemente auditati

Il Ministero della Salute ha pubblicato la “Relazione sulle attività di audit 2024 in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria”.

In totale, gli audit svolti in Italia nel 2024 sulle autorità competenti sono stati 96: 15 dal Ministero della Salute sulle Regioni e Province autonome e 81 dalle Regioni e Province autonome sulle autorità competenti locali.

Gli aspetti più critici rilevati durante le attività condotte riguardano:

  • la presenza di procedure documentate, l’efficacia e appropriatezza dei controlli ufficiali;
  • l’organizzazione, la programmazione e la verifica dell’efficacia dei controlli ufficiali.

Le cause profonde più ricorrenti all’origine di tali non conformità sono state:

  • personale numericamente insufficiente a causa del mancato ricambio generazionale, dovuto al pensionamento degli addetti ai controlli ufficiali, difficoltà di reclutamento di personale con qualifica dirigenziale, personale in servizio con un’età media elevata, assorbimento delle limitate risorse umane disponibili per lo svolgimento di altre attività;
  • eccessiva frequenza dei processi di riorganizzazione delle autorità di controllo e conseguente avvicendamento del personale dirigenziale nonché soppressione/accorpamento di unità organizzative;
  • non adeguata attribuzione di compiti e responsabilità e mancata consapevolezza degli obiettivi da raggiungere;
  • carenze nel coordinamento (nelle e tra le autorità di controllo ed altri organi di controllo), inclusa la mancata individuazione dei referenti di settore;
  • formazione degli addetti ai controlli ufficiali e ricognizione dei fabbisogni formativi non adeguata;
  • anagrafica degli operatori incompleta;
  • sistemi informatici non interoperanti e/o insufficiente informatizzazione delle attività e/o loro utilizzo non appropriato e/o loro accessibilità da parte degli addetti ai controlli ufficiali;
  • disponibilità di risorse strumentali/attrezzature, informatiche e finanziarie insufficienti;
  • carenza nella categorizzazione del rischio degli operatori;
  • carenza nelle procedure di programmazione, criteri basati sul rischio non specificati/considerati;
  • carenze nell’attuazione delle procedure di verifica dell’efficacia dei controlli ufficiali;
  • inadeguata predisposizione di procedure documentate e/o disapplicazione delle medesime e/o armonizzazione;
  • non appropriata gestione della documentazione e insufficiente diramazione delle disposizioni e istruzioni;
  • mancanza di un adeguato sistema di gestione delle comunicazioni interne ed all’utenza;
  • difformità di interpretazione normativa;
  • insufficiente riqualificazione dei sistemi di controllo rispetto al rapido e considerevole incremento delle norme europee da gestire.

La relazione rileva, inoltre, che vi sono alcuni ambiti che permangono non sufficientemente auditati dalle autorità di controllo, come ad esempio quelli de:

  • i laboratori nazionali di riferimento;
  • le altre attività ufficiali;
  • il diritto alla difesa, ricorsi, reclami e contenziosi;
  • i piani di emergenza;
  • il sistema di rilascio delle certificazioni ufficiali;
  • i laboratori che effettuano analisi nell’ambito delle procedure di autocontrollo;
  • la sicurezza degli operatori;
  • l’accreditamento delle prove;
  • i sistemi di allerta.

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