Magna Grecia: anima calabra

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Il microbirrificio di Cirò Marina, nato da un’amicizia d’infanzia e da una visione condivisa: creare birre artigianali per celebrare il territorio. Sullo sfondo dello Ionio, a supporto della produzione, la tecnologia degli impianti Toscana Inox

Siamo in provincia di Crotone. Domenico Panebianco e Marco Ferrari concretizzano il loro birrificio a partire dal 2019. Scelta che potrebbe apparire inconsueta, nel cuore della Cirò DOC, tra le denominazioni più identitarie del Sud Italia. Produrre birra si inserisce in un racconto complementare: un modo differente di interpretare la Calabria, intrecciando memoria storica e maestria artigianale. A testimonianza di una cultura fermentativa più articolata di quanto si immagini. Fonti del passato citano anche bevande base di cereali: il vino d’orzo. L’eredità della cultura ellenica ispira il logo e la grafica del birrificio: «Abbiamo scelto di realizzare un prodotto 100% artigianale: dalla produzione all’etichetta, realizzata da artisti compaesani. Firmano il nostro brand i fratelli Giuseppe e Francesco Barilaro», spiegano i fondatori. Theta, Lambda, Omega, Alfa e Gamma sono le birre protagoniste. Nomi che omaggiano l’alfabeto greco e che condividono la medesima cifra tecnica: quella delle alte fermentazioni.

Toscana Inox: impianti made in Italy

Oggi hanno a disposizione 120 metri quadrati dove coltivare la loro passione: «Sembra ieri quando testavamo nel garage di casa con dei recipienti grossolani». L’acquisizione di un impianto elettrico a due tini da 250 litri – per la sala cottura – ha segnato l’inizio del loro percorso imprenditoriale. Tutte le attrezzature sono affidate a Toscana Inox. Azienda italiana con oltre cinquant’anni di esperienza nella progettazione di impianti per birra artigianale, viticoltura e oleicoltura. «Disporre di sistemi produttivi personalizzati ci ha consentito di ottenere prestazioni proporzionate alle nostre esigenze: un approccio su misura». Per Domenico il birrificio è diventato un impegno a tempo pieno nel ruolo di mastro birraio. Background arricchito anche da esperienze formative in Germania. Marco, pediatra di professione, segue gli aspetti amministrativi, oltre alle attività promozionali e di marketing. Affiancato dal fratello Raffaele nel ruolo di Brand Ambassador. «A piccoli passi stiamo raggiungendo i traguardi prefissati. I volumi restano calibrati ma in costante crescita. Siamo orgogliosi del prodotto che realizziamo e delle nostre radici» riferisce Raffaele.

La cantina si è allargata

Per ogni cotta vengono prodotti circa 260 litri di mosto a 18 °Plato; il programma settimanale prevede una doppia cotta a giorni alterni. «Dai pentoloni della nonna a un solo fermentatore – racconta Domenico – oggi ne contiamo quattro. E lo spazio non manca!» Negli anni la cantina è stata ampliata con l’aggiunta di altri 3 combitank troncoconici verticali da 620 litri ciascuno, per una capacità complessiva di 2.480 litri. Nel 2025 la produzione ha raggiunto i 180 ettolitri di birra condizionata. Il confezionamento prevede sia la rifermentazione in bottiglia che il riempimento isobarico. Quest’ultimo esclusivamente per la linea in fusti Polykeg da 20 litri con sacca interna. Anche per il secondo tempo della produzione entra in campo l’azienda di Bassa, in provincia di Firenze. L’imbottigliatrice è composta da quattro becchi: raggiunge così la capacità di circa 300 bottiglie all’ora. Unicamente in vetro, le birre di Birrificio Magna Grecia sono disponibili nei formati 33, 50 e 75 cl. L’utilizzo del tino di priming nella fase pre-riempimento assicura una carbonatazione ottimale, preservando le qualità organolettiche e riducendo ossigenazione e rischio di gushing.

Impulso alla crescita

Nel 2025 la produzione ha raggiunto i 180 ettolitri di birra condizionata. Il confezionamento prevede sia la rifermentazione in bottiglia che il riempimento isobarico

Il desiderio di svilupparsi ulteriormente è concreto: nel 2025 sono state prodotte circa 30.000 bottiglie e 400 fusti. «L’obiettivo è raggiungere le 50.000 bottiglie e incrementare di un centinaio anche i fusti», sottolinea Domenico. La selezione delle materie prime è di stampo internazionale, in funzione degli stili, impreziosita da ingredienti tipici. Il miele di castagno di un piccolo produttore locale caratterizza, ad esempio, la loro Dubble. Dalla famiglia degli esperidi al vitigno per eccellenza calabro: il Gaglioppo. «La nostra missione è raccontare il territorio attraverso l’artigianalità e le sue materie prime» conclude. Per la gestione del profilo idrico il birrificio utilizza un impianto a osmosi inversa autocostruito, così da modulare l’acqua in funzione delle necessità brassicole. Dal giorno di cotta alla commercializzazione trascorrono mediamente 45 giorni. La distribuzione si concentra principalmente su Cirò Marina e sulle aree limitrofe in provincia di Crotone; con una presenza consolidata nel canale Horeca. «Non sono mancate esperienze all’estero, in particolare nell’export tedesco. Una parentesi che abbiamo concluso. È stato stimolante e formativo. Preferiamo seguire direttamente la distribuzione: il rapporto diretto con i clienti ci permette un feedback immediato. Vogliamo raccontare al meglio la nostra identità» integra Marco. La distribuzione si allarga anche nelle grandi città: Milano, Torino, Sassari e la capitale.

L’oro verde di Calabria

Il bergamotto assume il ruolo di simbolo identitario. La punta dello stivale è riconosciuta a livello mondiale per la sua produzione. Coltivato, tra Reggio Calabria e Melito di Porto Salvo, ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta (DOP) dall’Unione Europea. «Omega è la birra che rivela la nostra essenza. Arricchita dalle note di questo agrume, lo stile si rifà alle Blanche ma il guizzo calabro non manca! A base frumento al palato risulta, fin dal primo sorso, molto beverina. Fresca e speziata per l’aggiunta di coriandolo, chiude lievemente acidula».

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