Meno pasti scanditi da antipasto, primo, secondo e contorno; più occasioni per mangiare fuori casa, anche in momenti diversi della giornata, scegliendo una sola portata, piccoli piatti o assaggi da condividere. La tavola italiana cambia forma: negli ultimi dieci anni, il pranzo ha progressivamente perso la sua centralità come pasto principale, passando dal 78,2% al 63,3%, mentre la quota di chi lo consuma a casa è scesa dall’84,5% al 72,9% (fonte: ISTAT, Trent’anni di vita quotidiana. Tendenze e trasformazioni della società. 2026). E quando si mangia fuori, soprattutto in pausa pranzo, oltre 6 italiani su 10 scelgono ormai una sola portata, mentre appena il 17% resta fedele alla tradizionale formula delle tre portate (fonte: Rapporto Camst-Censis. Il tempo e il cibo. 27 giugno 2025).
È il segnale di una trasformazione più profonda del nostro rapporto con il cibo, che parte da lontano. Già nel 2015 Treccani descriveva il mutamento dei consumi alimentari in Italia con una formula particolarmente efficace: “si mangia più volte al giorno e ogni volta di meno”. A distanza di dieci anni, i dati mostrano un fenomeno ormai maturo: tempi, luoghi e occasioni di consumo si moltiplicano e diventano più flessibili. Bar, ristoranti e locali accompagnano ormai gli italiani dalla colazione al dopocena e il fuori casa ha raggiunto, nel 2025, 7,7 miliardi di ingressi, per una spesa complessiva di 82 miliardi di euro (fonte: FIPE, Rapporto Ristorazione 2026 (dati 2025)). Non si tratta quindi semplicemente di “mangiare meno”, ma di mangiare in modo diverso: più volte, in occasioni differenti e sempre più spesso fuori casa, privilegiando formule più agili, piatti unici, piccoli assaggi e momenti di condivisione. In questo scenario, la birra si inserisce con naturalezza grazie alla varietà di stili e gradazioni, alla versatilità negli abbinamenti e alla possibilità di accompagnare il cibo in un contesto di consumo moderato e consapevole. Fondazione Birra Moretti ha esplorato questa nuova tendenza attraverso il contributo degli esperti del suo Comitato Scientifico, tra cui l’antropologo Marino Niola e lo specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport Michelangelo Giampietro, e i suoi partner ASPI e Noi di Sala.
“Stiamo assistendo all’evoluzione di un nuovo modo di vivere la convivialità. Il pasto diventa più flessibile, costruito attorno a piccoli assaggi, molteplici occasioni di incontro e momenti di condivisione meno rigidi”, dichiara Alfredo Pratolongo, Presidente di Fondazione Birra Moretti. “È un fenomeno interessante che presenta opportunità di crescita per la cultura della birra nel nostro Paese, che in questo nuovo contesto trova una collocazione particolarmente naturale: grazie alla ricchezza dei suoi stili, alla varietà delle gradazioni e alla sua versatilità negli abbinamenti, accompagna con equilibrio questa nuova cultura del mangiare e, soprattutto, della convivialità. Simbolo di socialità e condivisione, uno dei segreti della birra è che ha sempre saputo evolversi insieme alle abitudini alimentari degli italiani”.
Dalla tavola tradizionale alla “cultura dei piccoli pasti”
La trasformazione del modo di stare a tavola riflette un cambiamento culturale più ampio, che coinvolge il rapporto degli italiani con il cibo, con il tempo e con le occasioni dedicate alla convivialità. La scansione tradizionale dei pasti diventa più fluida e si moltiplicano momenti e modalità di consumo differenti, soprattutto tra le nuove generazioni. A non cambiare è però il desiderio di stare insieme: la convivialità resta centrale, ma trova nuovi riti e nuove forme attraverso cui esprimersi.
“La sequenza tradizionale dei pasti principali si sta destrutturando in direzione di una frammentazione di luoghi, momenti, usi e consumi diversi. Prime protagoniste del cambiamento sono soprattutto le nuove generazioni, che vivono in costante accelerazione e hanno bisogno di raccordare questi ritmi con gli altri momenti della loro vita, da quelli lavorativi alle pause dedicate alla convivialità”, osserva il prof. Marino Niola, Antropologo e Divulgatore scientifico. “Ma proprio mentre cambiano i tempi e le forme del consumo, emerge una voglia crescente di comunità, di cui la birra in compagnia diventa un rito celebrativo. La birra intercetta in pieno lo spirito del nostro tempo: si è progressivamente trasformata in una bevanda simbolo della convivialità, dell’amicizia e dello stare insieme all’italiana. E la sua versatilità le permette di accompagnare la grande varietà di sapori della cucina italiana con un abbinamento elastico, non troppo impegnativo o obbligante. È un modo nuovo di declinare l’antico legame tra la birra e i momenti di effervescenza sociale, di scambio, di festa e di apertura all’altro”.
Dal pranzo all’aperitivo: il fuori casa diventa il luogo dei “piccoli pasti”
Questo cambiamento è già evidente nei ristoranti, nei bar e negli spazi dedicati all’ospitalità. Gli ingressi nei locali si distribuiscono ormai lungo un arco temporale molto ampio: 26,7% a colazione, 19,4% nella pausa di metà mattina, 2% per l’aperitivo prima di pranzo, 17,3% a pranzo, 14,1% nella pausa pomeridiana, 4,5% per l’aperitivo serale, 14,1% a cena e 2,8% nel dopocena. Una fotografia che racconta la moltiplicazione delle occasioni di consumo fuori casa e la crescente richiesta di formule più informali, piatti da condividere e maggiore libertà rispetto ai rituali del pasto tradizionale (fonte: FIPE-TradeLab, dati 2025)
“Oggi le nuove generazioni mettono al centro la convivialità e il piacere di stare insieme, ma lo fanno con modalità diverse rispetto al passato. Non rinunciano al tempo condiviso: vogliono essere loro a decidere quanto dedicarvi, senza sentirsi vincolati ai tempi e ai rituali del pasto tradizionale. Per questo crescono occasioni più informali, fatte di piccoli assaggi, condivisione e libertà di costruire la propria esperienza. Allo stesso tempo aumenta l’attenzione al benessere: si scelgono piatti più equilibrati, ingredienti di qualità e un consumo di alcol più consapevole, privilegiando abbinamenti capaci di valorizzare il cibo senza eccessi. In questo scenario, la birra interpreta perfettamente la nuova convivialità, accompagnando il pasto con naturalezza grazie alla varietà di stili, gradazioni e formati che permettono a ciascuno di trovare l’abbinamento più adatto al momento”, spiega Rudy Travagli, Presidente di Noi di Sala, la prima Associazione Italiana che riunisce i professionisti di Sala e Cantina.
Dalla tendenza alla tavola: una carta di 5 abbinamenti di “piccoli assaggi & birre”firmata ASPI
Per tradurre questa evoluzione della convivialità in un’esperienza concreta, Fondazione Birra Moretti ha sviluppato insieme ad ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana – una carta di cinque percorsi di abbinamento che interpreta il nuovo modo di stare a tavola attraverso preparazioni semplici, pensate per la condivisione, e diverse tipologie di birra. Gli abbinamenti sono stati elaborati secondo i principi della concordanza e del contrasto, valorizzando la capacità della birra di accompagnare consistenze, aromaticità e sapori differenti.
Per ciascun abbinamento, ASPI ha individuato gli elementi di equilibrio tra caratteristiche della birra e preparazioni gastronomiche, offrendo un vademecum pensato per interpretare il nuovo modo di vivere la convivialità italiana.
Piccoli pasti, grandi occasioni di convivialità
La frammentazione del pasto non comporta rinunciare alla convivialità, ma distribuirla in momenti e occasioni differenti. Dal pranzo veloce all’aperitivo, dall’apericena alla cena informale, cresce lo spazio per formule nuove, costruite intorno a una portata, piccoli piatti e assaggi da condividere. Una modalità che permette anche di riscoprire, in una veste contemporanea, molti elementi della tradizione gastronomica italiana: pizza e pasta, panini e toast, insalate e bowl mediterranee, street food e taglieri con assaggi di salumi, bruschette e formaggi, accanto alle contaminazioni delle cucine internazionali.
È proprio in questa varietà di occasioni che la birra trova una collocazione naturale: la pluralità di stili, gradazioni e profili aromatici consente di accompagnare preparazioni e quantità differenti, all’interno di un approccio al consumo improntato alla moderazione e alla consapevolezza.
“La birra è una delle bevande fermentate più antiche e diffuse al mondo e rappresenta, in molte culture, un elemento della convivialità e della condivisione”, osserva il Prof. Michelangelo Giampietro, specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Medicina dello Sport. “Inserita all’interno di uno stile nutrizionale equilibrato e accompagnata al cibo, la birra trova naturalmente spazio in tutte le molteplici occasioni di convivialità che le nuove abitudini alimentari degli italiani hanno contribuito a creare, sempre nel segno della moderazione e della consapevolezza.”