I sistemi di elaborazione delle immagini offrono costantemente prestazioni eccellenti. Nelle linee di confezionamento, monitorano meticolosamente i parametri qualitativi critici.
Grazie a un nuovo scanner di Schubert, questi processi diventano ancora più efficienti. Questa soluzione combina funzionalità 2D e 3D in un modulo standard largo 600 millimetri, semplificando notevolmente le operazioni di messa in servizio, manutenzione e installazione.
Oggi, nessun prodotto – che si tratti di barrette, biscotti o componenti tecnici – lascia la linea di produzione senza essere stato rigorosamente ispezionato da ogni lato. Un compito che, ormai, raramente viene affidato all’occhio umano. Grazie a elevate velocità di elaborazione e a criteri qualitativi rigorosi, le telecamere a scansione lineare (line scan cameras) verificano la forma, il colore e le dimensioni dei prodotti, confrontando i risultati con parametri predefiniti. Ciò fornisce un quadro chiaro e preciso dei prodotti, costituendo una solida base decisionale per le fasi successive del processo.
Per rispondere a queste esigenze, Schubert amplia il proprio portafoglio con un nuovo modulo standard, capace di svolgere molteplici funzioni e, al contempo, facile da installare, manutenere e sostituire. “Con questa unità da 600 millimetri, arricchiamo la nostra gamma di sistemi di elaborazione delle immagini con una soluzione estremamente flessibile“, sottolinea Daniel Greb, responsabile dell’elaborazione delle immagini presso Gerhard Schubert. “Ci rivolgiamo in particolare ai produttori che cercano un sistema efficiente e semplice da utilizzare, senza dover rinunciare alla versatilità funzionale che caratterizza gli scanner Schubert“.
Molteplici funzioni in un unico componente

Il modulo da 600 millimetri consente di passare agevolmente dalla modalità 2D a quella 3D. La prima permette di verificare le caratteristiche superficiali dei prodotti, come forma, dimensioni e colore; la seconda genera un’immagine tridimensionale, consentendo, ad esempio, la misurazione precisa di volume e altezza – parametri che una semplice “vista dall’alto” non sarebbe in grado di rilevare. La funzione 3D è in grado di individuare con affidabilità anche caratteristiche qualitative complesse, come livelli di riempimento irregolari, deformazioni o quantità di prodotto insufficienti. Nell’immagine generata, variazioni cromatiche indicano le differenze di altezza.
La possibilità di scegliere tra queste due metodologie principali offre una notevole flessibilità, specialmente quando si ispezionano beni di consumo soggetti a frequenti cambiamenti. Se un prodotto richiede un’ispezione superficiale o una localizzazione, si utilizza lo scanner 2D. Per esigenze più complesse, subentra lo scanner 3D. “Ciò non solo consente di risparmiare tempo, ma evita anche un eccesso di tecnologie costose e ingombranti all’interno della linea di produzione“, aggiunge Greb.

Al posto di complessi sistemi ottici, è il software a gestire l’attivazione o la disattivazione delle singole modalità. Schubert può quindi fare a meno di costose ottiche telecentriche, come quelle che impiegano lenti di Fresnel. Questo risultato è reso possibile dall’impiego di telecamere sempre più potenti ed economiche, integrate dall’azienda nella nuova soluzione. Il nuovo scanner offre anche vantaggi in termini di design: eliminando alcuni componenti, l’unità di scansione risulta più compatta e leggera, semplificandone l’installazione e la sostituzione in sistemi di diverse dimensioni. Nonostante la larghezza standard, la soluzione non è affatto limitata ai nastri trasportatori stretti: laddove si utilizzino sistemi di trasporto ampi, è possibile affiancare più moduli.
Calibrazione guidata

Questi sistemi rendono inoltre la calibrazione delle ottiche e dei sensori molto più efficiente in termini di tempo: parametri della telecamera come la lunghezza focale, l’ingrandimento e le aberrazioni delle lenti – oltre alla posizione spaziale della telecamera, nel caso degli scanner 3D – devono essere adattati con precisione ai sensori. In assenza di una corretta calibrazione, potrebbero verificarsi errori di misurazione, distorsioni o una risoluzione dei dettagli insufficiente.
Con questa nuova generazione di scanner, l’allineamento è in gran parte automatizzato: un modello di calibrazione funge da base per un processo guidato che allinea con precisione ottiche e sensori. Ciò elimina la necessità di regolazioni manuali su ciascun modulo. Di conseguenza, il processo rimane snello e la tecnologia è pronta all’uso subito dopo l’installazione, senza richiedere particolari competenze tecniche. Il modulo riduce al minimo i tempi di fermo macchina e la necessità di intervento umano.