La crusca, il principale sottoprodotto della macinazione del frumento, è utilizzata, in minima parte, come mangime, ma principalmente viene smaltita, con perdita di composti ad alto valore aggiunto. Ad oggi, inoltre, il recupero delle biomolecole, mediante disassemblaggio, prevede trattamenti chimici impattanti.
Pertanto, l’obiettivo del lavoro di A. Ferraioli et al. (Convegno Nazionale di Scienze e Tecnologie Alimentari, Bari, 12-13 Giugno 2024, 87) è stato quello di sviluppare una metodica green basata sull’impiego dell’idrolisi enzimatica.
Secondo gli autori, per standardizzare il processo, è fondamentale conoscere il substrato e definire i parametri cinetici dell’enzima. Perciò, durante la sperimentazione, sono state effettuate:
- la caratterizzazione chimico-fisica della crusca e
- (ii) l’ottimizzazione delle condizioni di saggio (in termini di tempo, temperatura, buffer, pH e rapporto enzima:substrato) della proteasi alcalina.