Farina di grillo, l’effetto sulla qualità della pasta

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I risultati di uno studio condotto da un gruppo di ricercaatori italiani suggeriscono che l’inclusione di farina di grillo migliora il profilo nutrizionale ed aumenta il contenuto di amido resistente del prodotto, senza compromettere le proprietà tecnologiche

L’introduzione nella dieta occidentale di insetti tal quali o di loro prodotti derivati potrebbe far fronte alla crescente domanda di proteine animali, dovuta all’aumento della popolazione.

In uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori italiani (Mercatante et al., 2025), sono state valutate le proprietà nutrizionali e culinarie di pasta (penne rigate) formulata con il 10% di farina di grillo (Acheta domesticus), utilizzando come controllo una pasta composta al 100% da semola di grano duro.

I risultati dimostrano che i campioni arricchiti mostrato un contenuto significativamente più elevato di proteine, lipidi, fibra alimentare totale e ceneri, oltre ad un contenuto inferiore di amido rispetto al prodotto convenzionale. Inoltre, nella formulazione proposta è stata osservata una maggiore presenza di amido resistente ed una ridotta frazione di amido digeribile. Le cinetiche di idrolisi dell’amido evidenziano un comportamento di primo ordine per la pasta arricchita, suggerendo una degradazione più controllata rispetto all’andamento lineare della pasta convenzionale.

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