SAPPI e l’evoluzione dell’etichetta: da elemento grafico a componente comunicativo

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etichette SAPPI

Nel comparto dell’imbottigliamento l’etichetta è sempre più un componente tecnico oltre che comunicativo: influenza la resa di stampa, la stabilità in linea, la gestione dei cicli di lavaggio delle bottiglie, la tenuta in ambienti umidi e la compatibilità con i processi di riciclo. Non è più soltanto un elemento grafico e di comunicazione applicato a valle, ma una parte funzionale del sistema di confezionamento.

È da questa evoluzione del ruolo dell’etichetta che parte la strategia di Sappi (South African Pulp and Paper Industries), gruppo internazionale specializzato in carte patinate e materiali a base fibra di legno, che sta orientando in modo sempre più marcato competenze, investimenti e sviluppo prodotto verso il mondo food&beverage.

Storicamente forte nel settore grafico e nelle carte speciali, Sappi individua oggi anche nel packaging e nelle etichette un’area di crescita più stabile e applicativamente più dinamica. «Negli ultimi anni abbiamo scelto di rafforzare la nostra presenza nel mondo delle etichette perché è un segmento con dinamiche più stabili rispetto al grafico e con interessanti margini di sviluppo – spiega Nicola Tisi, Managing Director della filiale italiana di Sappi Papier Holding GmbH -. Per noi è un passaggio naturale: significa trasferire competenze consolidate – come la qualità della superficie e la patinatura – in applicazioni dove le prestazioni tecniche hanno un peso pari a quello estetico».

La direzione, quindi, non è solo commerciale ma tecnologica: valorizzare il know-how sui supporti e sulle superfici in un ambito, quello del food&beverage, dove l’etichetta contribuisce in modo diretto alle performance del packaging e alla percezione del prodotto finale.

Dalla carta grafica alle applicazioni label

Il punto di partenza è una competenza storica di Sappi nella produzione di carte patinate senza legno e superfici ad alta qualità visiva. Questo patrimonio tecnico – sviluppato per la stampa grafica – viene progressivamente adattato alle esigenze delle etichette beverage e food. La qualità della superficie incide su diversi parametri operativi: uniformità cromatica, definizione di stampa, comportamento degli inchiostri, stabilità nei processi di converting, resa visiva a scaffale.

«Abbiamo portato nel mondo etichette la nostra competenza sulla qualità della superficie. Stampabilità e resa del colore sono elementi che aiutano il prodotto a distinguersi», osserva Tisi. Le carte vengono sviluppate con un criterio di compatibilità multi-processo – offset, rotogravure, flexo – per evitare prodotti troppo verticali su una sola tecnologia, perché, dice Tisi: «Se sviluppi una carta valida solo per una tecnologia di stampa, perdi economia di scala e flessibilità applicativa».

Struttura produttiva e integrazione di filiera

Sul piano industriale, uno degli asset chiave di Sappi Europe è lo stabilimento integrato di Gratkorn (Stiria, Austria), fiore all’ occhiello dell’azienda in Europa, dove il ciclo parte dal legno e arriva alla carta patinata finita. Si tratta di un impianto di grande capacità, con linee di patinatura e produzione adatte sia a volumi elevati sia a gamme tecniche. «Lo stabilimento di Gratkorn è uno stabilimento integrato che parte dal tronco e arriva alla carta finita. Parliamo di macchine molto grandi e capacità produttiva elevata. Riviste di fascia premium, cataloghi, libri e pubblicità di alto livello vengono stampati in tutto il mondo sulle circa 860.000 tonnellate di carta patinata senza legno che produciamo qui ogni anno. Qui produciamo inoltre circa 90.000 tonnellate di carte per etichette utilizzate per bottiglie, lattine, vasetti e barattoli», spiega Tisi.

Accanto agli impianti integrati, il gruppo dispone di siti specializzati – inclusi i due stabilimenti in Italia – focalizzati su glassine, release liner e carte tecniche per etichette e flexible packaging. La combinazione tra scala e specializzazione è parte del modello operativo di Sappi.

Dove si collocano le soluzioni per etichette

Nel food & beverage l’offerta riguarda più famiglie tecniche:

  • carte per etichette wet glue;
  • carte wet strength (antispappolo);
  • frontali per etichette autoadesive;
  • glassine;
  • carte funzionali per packaging flessibile.

Le etichette wet glue restano tipiche delle alte tirature – birra, acqua, soft drink, conserve – dove velocità di linea e stabilità applicativa sono fattori chiave.

Sul fronte delle bottiglie ritornabili, la funzione wet strength è legata ai cicli di lavaggio: «L’etichetta deve staccarsi bene senza disgregarsi, altrimenti si disperde nell’acqua e crea problemi al processo. Se si stacca bene, invece, può essere recuperata e riciclata come carta», chiarisce Tisi. L’ingresso più deciso nel segmento ad alto volume è legato a investimenti recenti: «Prima ci concentravamo su etichette più specialistiche e in piccole tirature. Con i nuovi investimenti siamo entrati anche nel mondo dei grandi numeri».

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