Renovis, EPC contractor del Gruppo SBS specializzato in soluzioni per l’efficienza energetica destinate prevalentemente all’industria, ha realizzato un intervento di recupero termico che consente a un impianto del settore alimentare di ridurre di 245.000 Sm³ all’anno il consumo di gas naturale, evitando 500 tonnellate di CO₂ e generando un risparmio economico di circa 84.000 euro all’anno. A questi benefici si aggiungono 2.020 TEP/anno associati ai Certificati Bianchi. Il progetto, basato sulla valorizzazione del calore disperso dai fumi di combustione, mostra come l’efficienza energetica stia diventando una leva competitiva per le imprese che operano con processi termici intensivi.
Renovis è una società italiana specializzata nel recupero del calore industriale e nella progettazione di sistemi che permettono di ridurre i consumi senza modificare i processi produttivi. Le sue soluzioni intercettano l’energia contenuta nei fumi dei generatori di vapore, negli scambiatori e nei cicli termici, trasformandola in calore utile per alimentare impianti, preriscaldare fluidi o supportare reti di teleriscaldamento. L’obiettivo è semplice: ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza delle centrali termiche, che rappresentano una delle voci più pesanti della bolletta energetica industriale e una delle principali fonti di emissioni.
Nel caso del progetto realizzato nel settore alimentare, prima dell’intervento una quota significativa dell’energia contenuta nei fumi dei generatori di vapore veniva dispersa in atmosfera. Renovis ha sviluppato un sistema integrato su due livelli: economizzatori sulle caldaie utilizzate durante la campagna produttiva e recupero del calore residuo sulla caldaia operativa tutto l’anno, utilizzato per innalzare la temperatura dell’acqua di reintegro da 18°C a 55–65°C. L’intervento è stato progettato per non interferire con la continuità produttiva, condizione essenziale in un settore caratterizzato da ritmi stagionali e processi sensibili.
Il contesto industriale rende questo caso particolarmente significativo. Secondo ENEA, nell’industria alimentare e delle bevande i processi termici energivori, come pastorizzazione, sterilizzazione, essiccazione e cottura, rappresentano tra il 20% e il 50% dei consumi del comparto1. In un settore caratterizzato da un fabbisogno termico così rilevante, intervenire sull’efficienza delle centrali termiche e recuperare il calore che altrimenti verrebbe disperso rappresenta quindi una leva concreta per ridurre consumi, costi ed emissioni.
Il progetto rappresenta un esempio concreto di come la valorizzazione del calore disperso possa generare risparmi immediati, ridurre le emissioni e migliorare la competitività industriale. Per un comparto come quello alimentare, che secondo CREA genera il 10% del valore aggiunto e rappresenta il 12% dell’occupazione dell’intero settore manifatturiero nazionale2, interventi di questo tipo non sono più semplici ottimizzazioni ma una strategia industriale concreta.