L’EFSA ha aggiornato la propria valutazione a seguito di una richiesta della Commissione europea del marzo 2020.
L’EFSA ha aggiornato la propria valutazione a seguito di una richiesta della Commissione europea del marzo 2020.
Con il nuovo accordo, della durata di due anni, la tutela è estesa anche ai profili di etichettatura dei prodotti per verificarne la regolarità e la rispondenza alle norme comunitarie e nazionali in materia.
“Ora – afferma il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio – dobbiamo lavorare per far sì che questa etichetta sia applicata in Italia da quante più aziende possibili, sempre in modalità volontaria”.
Secondo l’indagine, l’attuale legislazione UE in materia di OGM, adottata nel 2001, non è più adatta a queste tecnologie innovative.
La Corte di Giustizia dell’Unione europea lo ha affermato con la sentenza nella causa C-815/19 del 29 aprile scorso.
A cura di Paola Cane, consulente aziendale specializzata in Prevenzione e Gestione dei Rischi e delle Crisi, è scaricabile gratuitamente
L’obiettivo è aiutare i produttori di alimenti a fornire informazioni supplementari ai consumatori sulla conservazione dei prodotti e sulle relative scadenze.
Nel parere, il Comitato nazionale Sicurezza alimentare raccomanda ai consumatori alcuni accorgimenti in ambito domestico nelle fasi di manipolazione, conservazione e somministrazione.
Considerato il basso rischio per la sanità pubblica e animale, ha stabilito che alcuni prodotti composti a lunga conservazione non contenenti carni trasformate siano esenti e con il regolamento delegato (UE) 2021/630 li ha elencati, integrando il regolamento (UE) 2017/625
I campioni analizzati sono risultati tutti conformi alla normativa vigente per quanto riguarda la correttezza dell’etichettatura. Si sottolinea la presenza di alcuni campioni (17 cosce di rana) risultati irradiati, ma, tuttavia, conformi all’etichetta