“Se funziona il territorio, funzioniamo tutti”

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È il principio alla base di Derthona Giovani, l’associazione di under 40 dei Colli Tortonesi che riunisce vignaioli, ristoratori, casari e agricoltori nel segno dell’amicizia. Il suo obiettivo è fare di un’area di passaggio una destinazione. Il Presidente Filippo Alutto Massa racconta come è nato il gruppo e dove vuole arrivare

Filippo Alutto Massa, Presidente di Derthona Giovani

Ogni azione, impresa o realtà nasce da un’idea. Questa, nello specifico, ha preso forma nel 2021, nel fermento di Derthona 2.0, la manifestazione che in Piemonte porta sotto i riflettori i Colli Tortonesi. In mezzo al viavai, Walter Massa, figura di riferimento del settore vitivinicolo locale, ha preso da parte il nipote Filippo Alutto Massa insieme a Matteo Poggio, dell’azienda Paolo Poggio, e a Mattia Ricci, di Cascina San Leto, invitandoli a mettere insieme un gruppo di giovani. «Era evidente che in tanti stessimo entrando nelle dinamiche aziendali, ma tra di noi c’era troppo poco legame», ricorda Alutto Massa. Il passo successivo è stato semplice e moderno al tempo stesso: una chat condivisa e un primo incontro conoscitivo, per capire quanti avessero voglia di partecipare in modo attivo a un progetto che era ancora tutto da definire. Fin da subito, però, la porta è rimasta aperta anche a chi il vino non lo produce, dai casari ai salumieri, dai ristoratori ai frutticoltori. È nata così Derthona Giovani, che oggi lo stesso Alutto Massa guida come Presidente. L’ambizione iniziale era modesta, quasi domestica: incontrarsi e riconoscersi. Il risultato è andato ben oltre le attese. «Prima eravamo semplici conoscenti, oggi siamo amici e colleghi che credono fortemente nel loro territorio».

Radici latine, valori condivisi

Il nome non è un vezzo. Derthona è l’antica denominazione latina di Tortona, “capoluogo” ideale di queste colline, e porta con sé un senso di appartenenza che i soci rivendicano senza enfasi. «Il legame con questo areale è tutto: lo viviamo e ce lo godiamo», spiega il Presidente. Quando il gruppo varca i confini, lo porta con sé per raccontarlo a chi non lo conosce. Dietro questa abitudine c’è una convinzione semplice, che funge bene anche da titolo a questa storia e conversazione: «Se funziona il territorio, funzioniamo tutti». Il valore cardine è la condivisione, intesa come percorso comune fatto di momenti belli e di altri meno felici, affrontati insieme perché «da soli non si arriva tanto distante». È un’eredità raccolta dalla generazione precedente, che i giovani considerano ancora oggi maestra nel fare fronte comune. Non a caso Alutto Massa insiste sullo spirito di squadra: sostenersi a vicenda rende gli obiettivi più a portata di mano. L’impostazione si riflette nella natura stessa dell’associazione, dove le persone vengono prima delle singole insegne: ciascun socio porta avanti la propria impresa, ma con la certezza che il confronto continuo sia la mossa vincente.

Il mosaico dei soci

Attualmente Derthona Giovani conta 64 soci under 40

Attualmente Derthona Giovani conta 64 soci under 40: trentacinque produttori di vino, dieci ristoratori, tre orticoltori, tre frutticoltori e due casari. Gli altri sono simpatizzanti, persone che non vivono dall’interno questo mondo, ma ne sono affascinate e hanno scelto di contribuire alla sua promozione. Ne esce un mosaico di competenze e sensibilità che abbraccia l’intera filiera agroalimentare locale. Alla guida c’è Alutto Massa, nominato nel maggio 2025 e affiancato da un consiglio direttivo di nove persone, lui compreso: i vicepresidenti Marco Volpi (Cantine Volpi) e Alice Castellani (Cascina Giambolino), insieme ad Asia Bernardelli, Clara Pietranera, Lorenzo Camerino, Matteo Grattone, Marco Ravazzano e Rosita Poggio. «Ci sentiamo quotidianamente», dichiara il Presidente, il cui ruolo richiede soprattutto una responsabilità verso la terra d’origine: «Appartenere a un luogo non significa solo abitarci, ma farlo conoscere all’esterno e farlo “vivere” ad altri». Tra le doti necessarie a portare avanti l’incarico, Filippo indica l’ascolto e la ricerca di soluzioni che accontentino tutti, e ammette con franchezza di aver dovuto lavorare sul proprio carattere, da sempre pronto alla risposta di getto. Le idee nascono da un singolo o da più soci, passano al vaglio del consiglio e, se convincono, vengono affidate a un comitato organizzatore. L’ostacolo più duro è stato burocratico: costituire ufficialmente l’associazione ha richiesto iter lenti e complicati. «In Italia purtroppo è così: se si ha voglia di fare qualcosa o di lanciarsi in un progetto, prima di poter iniziare bisogna sperare di non aver perso la voglia e la motivazione per via della burocrazia, lenta e infinita».

Il vino come ariete

Nella narrazione del gruppo il vino fa da apripista: «È l’ariete che apre nuovi orizzonti e il collante che li tiene uniti». Alle sue spalle si muove un paniere di eccellenze che comprende il salame Nobile del Giarolo, il formaggio Montebore, le pesche di Volpedo, le fragoline di Tortona e le ciliegie di Garbagna. Alutto Massa tiene a riportare anche un’esperienza personale: «Tra il 2019 e il 2021, durante gli studi in Enologia, ho vissuto in Langa, dove il linguaggio del vino era una costante e tra i ragazzi giravano più calici che spritz. A Tortona, negli stessi anni, ordinare una bottiglia a cena sembrava invece quasi stravagante. Oggi qualcosa si muove: la crescita del movimento Derthona ha fatto percepire il valore del prodotto anche a chi sta fuori dal settore, e quando ci sediamo al tavolo di un ristorante i miei amici mi interpellano per scegliere una bottiglia da condividere». I giovani bevono meno, ammette, ma bevono meglio e cercano storie ed esperienze da vivere, come dimostrano le sale degustazione nate in zona e i numerosi eventi e le attività organizzate in cantina. Per parlare la lingua di queste nuove generazioni, Derthona Giovani ha scelto la leggerezza. «Sui social siamo presenti quanto basta, perché preferiamo ad essi la vita “reale”, ma abbiamo ideato Disco Hills: aperitivi con dj set al tramonto, due domeniche al mese. Se si è in grado di far divertire, il messaggio arriva meglio».

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