Gli Stati Uniti si confermano il principale mercato mondiale per il biologico, con 60,4 miliardi di euro di vendite nell’ultima rilevazione, in crescita del +105,8% rispetto al 2014. Secondo la nuova USA Consumer Survey1 realizzata da Nomisma nell’ambito della piattaforma ITA.BIO, il 54% dei consumatori statunitensi acquista biologico almeno una volta a settimana.

L’indagine evidenzia importanti opportunità anche per il Bio Made in Italy. Il 43% dei consumatori ha acquistato almeno una volta nell’ultimo anno un prodotto alimentare biologico Made in Italy. A sostenere questo risultato incide anche la forte reputazione del nostro Paese: l’Italia, infatti, si colloca al primo posto per percezione degli standard di sicurezza e qualità dei prodotti biologici, indicata dal 56% dei consumatori statunitensi, davanti a Francia e Canada.
Bio Made in Italy: il potenziale passa da visibilità e riconoscibilità
Il buon posizionamento dell’Italia non elimina però alcune barriere alla crescita. Tra i consumatori bio che non acquistano prodotti biologici italiani, infatti, il 40% considera il prezzo troppo elevato, il 37% dichiara di non trovarli nei canali abituali di acquisto mentre il 30% segnala difficoltà nel distinguerli o individuarli a scaffale o nella ristorazione.

La riconoscibilità dell’origine rappresenta, quindi, una leva centrale: l’82% dei consumatori ritiene che un logo dedicato “Biologico Italiano”, capace di identificare i prodotti bio con ingredienti 100% italiani, potrebbe incentivarne l’acquisto.
Anche la disponibilità a riconoscere un premium price è significativa: rispetto a un equivalente biologico americano, il 74% degli intervistati sarebbe disposto a pagare di più per un prodotto bio italiano.
Vino Bio: Italia primo fornitore negli Usa
Particolarmente forte è il posizionamento italiano nel vino biologico. Nel 2025 gli Stati Uniti hanno importato 35,6 milioni di euro di vino bio italiano e nei primi otto mesi del 2026 il valore ha già registrato una crescita del +2,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Con una quota del 51% in valore, l’Italia è il primo esportatore di vino biologico negli Stati Uniti, nettamente davanti ai principali competitor.
Il dato è particolarmente rilevante in un mercato del vino in rapida trasformazione, caratterizzato da una contrazione dei volumi e da una crescente attenzione alla salute. Nel 2025 i consumi statunitensi di vino sono scesi a 31,9 milioni di ettolitri, il 10% in meno rispetto al 2019, mentre aumenta l’interesse verso prodotti innovativi e a minore gradazione.
La survey condotta da Nomisma mostra, tuttavia, come il Bio Made in Italy mantenga un forte appeal: il 19% dei consumatori è già user di vino bio italiano e, tra questi, il 71% considera il vino biologico italiano superiore a quello americano o francese, soprattutto per gusto, vitigni e cultura enologica. Anche tra chi ancora non lo acquista, quasi 1 consumatore su 2 riconosce questa superiorità.
Anche le prospettive future restano complessivamente positive: 1/3 degli attuali user prevede, infatti, di aumentare il consumo di vino bio italiano nei prossimi 2-3 anni, mentre tra i non user il 25% dichiara che potrebbe iniziare a consumarlo.
Per conquistare nuovi consumatori, la ristorazione italiana rappresenta un canale chiave: il 64% dei non user sarebbe disposto a provare una bottiglia di vino bio italiano in un ristorante italiano, se consigliata nel menu o dal personale di sala.
- Indagine condotta su 1.000 responsabili degli acquisti alimentari della famiglia, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, residenti negli Stati di New York e California. ↩︎