La pula, un sottoprodotto della lavorazione del riso, è spesso considerata uno scarto, ma rappresenta una risorsa ancora poco valorizzata, ricca di interessanti proprietà nutrizionali e funzionali. Diversi lavori scientifici ne evidenziano il contenuto in composti bioattivi, tra cui olio ricco di acidi grassi insaturi, fitosteroli, tocoferoli e γ-orizanolo, da utilizzare come nuovi ingredienti alimentari.
In uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori italiani (Tenuta et al., 2025), sono state confrontate tecniche estrattive convenzionali (macerazione e Soxhlet) con tecnologie innovative (ultrasuoni e CO2 supercritica), con l’obiettivo di incrementare la resa e preservare la qualità dei composti estratti. In particolare, l’estrazione con CO2 supercritica presenta una resa superiore (11.35%) rispetto ai metodi tradizionali (8.35%), producendo un olio arricchito in tocoferoli e γ-orizanolo. Per valutarne il potenziale come ingrediente funzionale, quest’ultimo è stato sottoposto a saggi di capacità antiossidante (DPPH) e stabilità ossidativa (calorimetria isoterma).
I risultati evidenziano che l’olio estratto con CO2 supercritica presenta la più elevata attività radical scavenging ed una migliore stabilità ossidativa.
In sintesi, il confronto tra le tecnologie mette in evidenza come i metodi innovativi risultino più sostenibili e performanti nella valorizzazione della pula di riso come fonte di nuovi ingredienti alimentari.
Riferimenti bibliografici: M.C. Tenuta et al., Convegno Nazionale di Scienze e Tecnologie Alimentari, Bologna, 9-10 Giugno 2025, 87.