Il Centro Studi di Ucima MECS ha diffuso i dati congiunturali relativi al primo semestre 2026 per il comparto dei costruttori di macchine per il packaging, confermando un quadro ancora positivo sul fronte del fatturato ma con segnali di rallentamento nella raccolta ordini e una crescente pressione sui costi di materie prime e componentistica.
Fatturato: la crescita prosegue, trainata dal mercato interno
Nel primo semestre 2026 il fatturato del settore è cresciuto del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2025 (+2,8% il dato del solo secondo trimestre). A trainare la crescita è soprattutto il mercato italiano in aumento del 12,5% (+6,3% nel secondo trimestre), mentre l’estero si conferma più contenuto con un +0,9% (+2,2% nel secondo trimestre).
Ordini: portafoglio a 7,7 mesi, ma il dato tendenziale rallenta
La raccolta ordini garantisce alle imprese del settore 7,7 mesi di produzione assicurata. Da gennaio a giugno 2026 l’indice degli ordini segna un -2,5% complessivo rispetto allo stesso periodo del 2025 (+3,3% Italia, -3% estero), mentre nel confronto del secondo trimestre il dato si attesta a +1,1% (+2,6% Italia, +1,0% estero). Il confronto tendenziale di giugno 2026 su giugno 2025 conferma la frenata, con un calo complessivo dello 0,8%, più marcato sul mercato italiano (-7,4%) che su quello estero (-0,6%).
Materie prime e componentistica: rialzi diffusi, pressione su plastiche ed energia
Sul fronte dei costi, il secondo trimestre conferma le tensioni già osservate nei mesi precedenti. Le principali materie prime e la componentistica utilizzate nel settore hanno registrato incrementi nei costi che risultano direttamente collegati alla congiunturale sfavorevole determinata dal conflitto in Medio Oriente.
“I risultati del primo semestre confermano lo stato di salute del nostro settore che rimane buono e si conferma tra i settori più dinamici del made in Italy – dichiara Maurizio Bertocco, Presidente Ucima. Tuttavia, il rallentamento della raccolta ordini desta preoccupazione perché è un chiaro segnale del rallentamento degli investimenti da parte dei nostri clienti internazionali, frutto delle turbolenze scatenate dalle politiche daziarie e dai vari conflitti ancora aperti. A questo si aggiungono i rincari dei costi di produzione che comprimono ulteriormente la marginalità delle imprese. Siamo invece soddisfatti dell’andamento del mercato italiano che sta sicuramente beneficiando delle politiche di incentivo governative: la coda del piano 5.0 e la nuova misura dell’iperammortamento”.