È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 160 del 13 luglio il decreto 26 maggio 2026 che indica condizioni e modalità di attribuzione del Marchio biologico italiano
FederBio ha espresso apprezzamento per l’impegno del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e del sottosegretario Luigi D’Eramo nel promuovere politiche finalizzate a sostenere il biologico.
“L’introduzione del Marchio consente di rafforzare il ruolo degli agricoltori puntando su filiere di Made in Italy bio al ‘giusto prezzo’, in grado di rappresentare l’insieme dei valori del biologico: tutela dell’ambiente, origine della materia prima, trasparenza verso i cittadini ed equità sociale lungo l’intera filiera – ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente FederBio – Costituisce inoltre un elemento distintivo che contribuisce a consolidare fiducia, tracciabilità e sicurezza, consentendo un’immediata riconoscibilità degli alimenti realizzati con materie prime biologiche coltivate esclusivamente in Italia, permettendo così alle produzioni bio italiane di distinguersi e competere a livello internazionale”.