Controlli: pubblicata la relazione 2025 dell’attività di Pif e Uvac

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Lo scorso anno, l’attività di controllo sanitario dei Posti di Controllo frontalieri italiani ha interessato 48.480 partite di animali, prodotti di origine animale e mangimi di origine animale e 231.966 partite di alimenti di origine non animale, mangimi di origine vegetale e materiali e oggetti a contatto con alimenti, mentre gli Uffici veterinari per gli Adempimenti comunitari hanno segnalato 2.214.771 partite di animali e di prodotti di origine animale. Molto bassa la percentuale dei respingimenti

Il Ministero della Salute ha pubblicato la relazione 2025 sull’attività dei Posti di Controllo frontalieri (Pfc) e degli Uffici veterinari per gli Adempimenti comunitari (Uvac).

Dal report emerge che nel 2025, i Pcf italiani, predisposti per controllare le partite di animali, prodotti di origine animale, alimenti di origine vegetale, mangimi e Moca importati nell’Unione europea dai Paesi terzi, hanno sottoposto a controllo per l’importazione sul territorio nazionale 48.480 partite di animali, prodotti di origine animale e mangimi di origine animale da oltre 100 Paesi terzi con un incremento dell’11,3% rispetto all’anno precedente. Quando ritenuto opportuno dai veterinari ispettori, oppure in osservanza di specifiche istruzioni ministeriali o dell’UE, il controllo fisico è stato integrato da un controllo di laboratorio. La media percentuale del controllo di laboratorio rispetto al totale delle partite sottoposte a controllo fisico è stata nel 2025 del 7,2%, percentuale di poco superiore a quella riscontrata nel 2024 (6,8%).

I respingimenti sono stati pari a 256 partite di merci (0,5% circa sul totale, con una percentuale di poco superiore a quella riscontrata nel 2024 (0,3%)). In relazione alla tipologia di controllo (documentale, di identità, fisico, di laboratorio), sono risultati prevalere i respingimenti causati per altri motivi e da carenze documentali: il 22,66% è stato effettuato a seguito di controllo documentale, il 58,2% per altri motivi, l’11,33% a seguito di controllo fisico, l’1,95% a seguito di controlli d’identità e il restante 5,86% a seguito di controllo di laboratorio.

Sempre nel 2025, i Pfc italiani hanno sottoposto a controllo per l’importazione sul territorio nazionale 231.966 partite di alimenti e mangimi di origine vegetale e Moca. La media percentuale del controllo di laboratorio rispetto al totale delle partite sottoposte a controllo fisico è stata dell’84,5%.

I respingimenti, in numero di 354 partite di merci, sono risultati pari allo 0,15% circa delle partite presentate all’importazione. In relazione alla tipologia di controllo (documentale, di identità, fisico, di laboratorio), sono risultati prevalere i respingimenti causati da positività a seguito di controlli di laboratorio con il 38,1%, a seguito di controllo documentale con il 28,8%, a seguito di altri motivi con il 23,2%, a seguito di controllo fisico con l’8,8% e a seguito di controllo d’identità con il restante 1,1%.

Per quanto riguarda gli Uvac, predisposti per il coordinamento dell’attività di vigilanza e controllo veterinario sulle partite di animali e merci provenienti dagli altri Stati membri dell’Unione europea, nel 2025 sono state segnalate 2.214.771 partite di animali e merci (+1,5% rispetto l’anno 2024) e il numero di operatori registrati (27.039) è aumentato del 7,2% rispetto al 2024. Inoltre, sono state sottoposte a controllo documentale e fisico 6.032 partite e 3.648 di esse sono state sottoposte a controlli di laboratorio. Il controllo veterinario ha portato al respingimento/distruzione di 18 partite di animali e merci potenzialmente pericolose per la salute del consumatore o per la salute degli animali. Più in particolare si è trattato di 6 partite di pesci e 6 partite di carni di pollame. Ove possibile e laddove le irregolarità erano meno gravi (ad esempio, certificati o documenti commerciali incompleti, identificazione degli animali non corretta), si è invece provveduto alla regolarizzazione della situazione (7 partite).

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