Birrifici Aperti dal 19 al 25 giugno: quest’anno un’edizione ancora più speciale

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birrifici aperti 2026

Dal 19 al 25 giugno torna “Birrifici Aperti”, l’evento promosso da Unionbirrai per avvicinare consumatori, appassionati e curiosi al mondo della birra artigianale italiana. L’edizione 2026 avrà un significato particolare: quest’anno, infatti, ricorrono i 30 anni della birra artigianale italiana, nata convenzionalmente nel 1996 con l’avvio delle prime esperienze pionieristiche che hanno dato vita a un movimento oggi riconosciuto come una delle espressioni più originali e dinamiche del Made in Italy agroalimentare.

Per celebrare questo anniversario, Unionbirrai ha promosso “Buona questa Birra!”, un progetto nazionale che unisce i birrai italiani nella produzione di una birra collettiva, realizzata attraverso cotte condivise in diverse regioni della Penisola. Una birra pensata non solo per essere degustata, ma per raccontare trent’anni di passione, indipendenza, ricerca, qualità e cultura brassicola.

Durante Birrifici Aperti, il pubblico potrà visitare i birrifici aderenti, conoscere da vicino il lavoro dei produttori, partecipare a degustazioni, eventi e momenti di convivialità, scoprendo le realtà locali che ogni giorno contribuiscono alla crescita del comparto. In molte tappe sarà possibile assaggiare proprio “Buona questa Birra!”, una Italian Pils nata da una ricetta comune condivisa, ma aperta alla sensibilità e all’interpretazione dei singoli birrai. 

«Questa edizione di Birrifici Aperti – spiega Vittorio Ferraris, presidente di Unionbirrai – è davvero speciale, perché cade nell’anno in cui la birra artigianale italiana compie 30 anni. Per l’occasione abbiamo dato vita a ‘Buona questa Birra!’, un progetto che rappresenta perfettamente lo spirito del nostro movimento: fare birra di qualità insieme, condividerla e raccontare al pubblico il valore dei piccoli produttori indipendenti. Le prime produzioni saranno disponibili proprio in questi giorni, mentre in alcune realtà sarà possibile assistere anche alle cotte che daranno vita alle prossime versioni della birra collettiva».

Il progetto ha già coinvolto centinaia di birrifici lungo tutta la Penisola. Le cotte collettive si sono svolte in numerose regioni italiane, tra cui Toscana, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Puglia, Veneto, Umbria, Marche, Calabria e Piemonte, confermando il carattere diffuso e partecipato dell’iniziativa. Altre produzioni sono già in programma, con l’obiettivo di rendere “Buona questa Birra!” un grande racconto corale della birra artigianale italiana.

«Birrifici Aperti – aggiunge Ferraris – vuole promuovere la cultura della birra artigianale in Italia, educare i consumatori alla varietà e alla qualità delle birre prodotte localmente e sostenere i piccoli produttori in un panorama birrario complesso e competitivo. L’idea è semplice: entrare nei birrifici, incontrare chi la birra la produce ogni giorno e capire che dietro ogni bicchiere ci sono competenza, territorio, materie prime, passione e indipendenza».

La scelta della Italian Pils come stile di riferimento non è casuale. Si tratta di uno degli stili più rappresentativi del contributo italiano alla cultura brassicola internazionale: una birra elegante, accessibile, riconoscibile, capace di parlare sia agli appassionati sia a chi si avvicina per la prima volta alla birra artigianale.

Con Birrifici Aperti 2026, Unionbirrai invita dunque il pubblico a vivere un’esperienza diretta nei luoghi dove nasce la birra artigianale: non solo degustazione, ma conoscenza, incontro e partecipazione. Un’occasione per celebrare trent’anni di storia e guardare al futuro di un settore che continua a rappresentare un presidio di qualità, creatività e indipendenza produttiva.

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