È di 0,014 μg/kg di peso corporeo la dose acuta di riferimento (Dar) per la tossina cereulide nei lattanti, proposta dagli scienziati dell’Autorità europea per la Sicurezza alimentare (Efsa) nel parere pubblicato il 2 febbraio.

Il documento è stato redatto a seguito della richiesta, da parte della Commissione europea, di fornire una consulenza scientifica urgente, alla luce dei richiami, in corso in più Paesi, di diversi alimenti per l’infanzia per il rinvenimento della tossina, prodotta dal batterio Bacillus cereus. Il parere dell’Efsa sarà utilizzato a supporto delle decisioni di gestione del rischio da prendere in tutta l’Unione europea.
Per stabilire la Dar, gli scienziati dell’Efsa hanno utilizzato la modellazione della dose di riferimento e hanno preso in considerazione l’emesi (vomito) come effetto avverso acuto più rilevante.
Il valore per chilogrammo di peso corporeo per stimare l’esposizione a breve termine (24 ore) è stato di 260 ml per la formula per lattanti e di 140 ml per la formula di proseguimento, sulla base – riporta l’Efsa in una nota – della “quantità massima di ciò che i lattanti bevono di solito, in modo che la valutazione rimanga cautelativa”.
Gli scienziati dell’Autorità europea per la Sicurezza alimentare hanno poi confrontato la Dar con questi valori di consumo, concludendo che “le concentrazioni di cereulide nella formula per lattanti ricostituita (liquida) superiori a 0.054 μg/L e 0,1 μg/L nella formula di proseguimento possono portare al superamento dei livelli di sicurezza”.
Per i neonati che sviluppino vomito o diarrea dopo aver consumato formula per lattanti interessata dai richiami incorso, il Centro europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC) raccomanda di rivolgersi a un pediatra o altri professionisti sanitari simili e, in caso di sintomi gravi, come disidratazione o vomito persistente, a un pronto soccorso.