Nanoparticelle

Utilizzo di nanoparticelle di carbonio per lo sviluppo di lubrificanti alimentari

L’obiettivo di uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori malesi (Badrul et al., 2024), è stato quello di sviluppare una nuova formulazione di grasso lubrificante food grade impiegando olio vegetale come base, isopropossido di alluminio miscelato con acido idrossistearico come addensante e grafene (nanoparticelle di carbonio) come additivo. I componenti sono stati miscelati…

Rassegna sulle nanoparticelle nei materiali da imballaggio alimentare 

È sempre più pressante la richiesta di materiali in grado di mantenere il cibo più fresco per lunghi periodi di tempo. In quest’ambito, è ormai noto che l’inserimento di additivi (“filler”) di dimensioni nanometriche nei polimeri migliora moltissimo le proprietà del materiale e diverse aziende in tutto il mondo stanno utilizzando le nanotecnologie nella produzione…

Biopolimeri contenenti nanoparticelle, proprietà e necessità di studi ulteriori

I biopolimeri sono ottenuti da risorse rinnovabili e materie prime naturali e sono, attualmente, di grande interesse per il confezionamento degli alimenti perché ecocompatibili. Questi materiali possono essere estratti direttamente da materie prime naturali, come le proteine, la cellulosa e l’amido, oppure prodotti da microrganismi, come l’idrossi-valerato e l’idrossi-butirrato. Infine, possono essere prodotti per sintesi…

La migrazione di nanoparticelle di argilla dai materiali agli alimenti

I polimeri organici sono indubbiamente i materiali più diffusi per l’imballaggio degli alimenti, grazie alla facilità con cui vengono lavorati in una gran varietà di formati, alla loro leggerezza ed infine al loro basso costo. Nonostante i numerosi vantaggi, i polimeri organici hanno però un inconveniente abbastanza importante, che è rappresentato dal fatto che nessun…

Formulazione e applicazione di nuovi nano-carrier per ingredienti bioattivi

Le nanoparticelle lipidiche solide (SLNs) e i nano-carrier lipidici strutturati (NLCs) sono nano-vettori con applicazioni di grande interesse per l’industria alimentare. In questo contesto, in uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori iraniani (Katouzian et al., 2017), vengono analizzati i principali vantaggi e le eventuali limitazioni del loro impiego per migliorare l’efficienza di incapsulamento…

Nanoparticelle per prolungare la shelf-life di prodotti ortofrutticoli pronti all’uso

In un recente studio di  C. Costa (16th Workshop on the Developments in the Italian PhD Research on Food Science Technology and Biotechnology, Lodi, 21-23 September, 2011, 53-57) è stata testata l’attività antimicrobica di differenti nanoparticelle di argento su microrganismi responsabili della contaminazione di prodotti ortofrutticoli. Per prima cosa, tali microrganismi sono stati isolati a…

Ingredienti bioattivi, processo di iniezione assistita da fluidi supercritici per la produzione di sospensioni di nanoparticelle

In questo lavoro viene presentato un nuovo processo assistito da fluidi supercritici (SAILA: Supercritical Assisted Injection in Liquid antisolvent) utilizzabile per la produzione di nanoparticelle in sospensioni stabili. Tale processo si basa sull’iniezione diretta di un liquido espanso (LE), in cui è solubilizzato il composto di interesse, in un antisolvente liquido. In particolare, come composti…

Nisina, sviluppo di nanoparticelle per un rilascio controllato

La nisina è un agente antimicrobico naturale utilizzato come conservante in alimenti sottoposti a trattamenti termici o ad ambienti particolarmente acidi. Tuttavia, la sua bioattività viene compromessa dalle interazioni con gli atri componenti dei prodotti. Di conseguenza, in questo studio viene proposto l’utilizzo di nanoparticelle lipidiche (SLN) in grado di preservare la nisina, prolungandone l’attività…

Utilizzo di nanoparticelle per prolungare la shelf-life di prodotti ortofrutticoli pronti all’uso

Scopo del presente lavoro è stato quello di testare l’attività antimicrobica di differenti nanoparticelle d’argento su microrganismi responsabili della contaminazione di prodotti ortofrutticoli. Per prima cosa, tali microrganismi sono stati isolati a partire da un’ampia varietà di alimenti come fragole, kiwi, uva, fagioli verdi, asparagi, pomodori, broccoli e carciofi. Successivamente, l’attività antimicrobica di un complesso…

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