
Una pulizia e sanificazione (C&S) efficace delle superfici a contatto con gli alimenti è fondamentale per ridurre al minimo i rischi di contaminazione microbica nelle linee di produzione.
In questo contesto, scopo di uno studio recente, effettuato da un gruppo di ricercatori internazionali (Muñiz-Flores et al., 2025), è stato quello di valutare la performance dell’ispezione visiva, della misurazione di ATP (adenosina trifosfato) e dell’analisi microbica come strumenti di verifica delle procedure C&S in impianti di confezionamento alimentare.
La pulizia è stata classificata utilizzando una scala visiva a quattro livelli, da 1 (più pulito) a 4 (più sporco). I livelli di ATP sono stati misurati tramite bioluminescenza. L’analisi microbica ha incluso la rilevazione qualitativa di Listeria spp. e la quantificazione di batteri aerobi mesofili, Enterobacteriaceae, lieviti e muffe.
I risultati evidenziano che, in molti casi, i diversi metodi testati forniscono risultati contraddittori. Su alcune superfici, ad esempio, l’ispezione visiva e gli indicatori microbici hanno suggerito una C&S efficace, al contrario di quanto rilevato dalle misure di ATP. In altri casi sono stati rilevati solo miglioramenti visivi, senza alcuna riduzione significativa dei livelli di ATP o microbici.
Queste incongruenze evidenziano i limiti derivanti dall’utilizzo di un singolo metodo di ispezione e sottolineano l’importanza di impiegare strumenti complementari in un approccio di verifica sequenziale. Nello studio viene, infine, proposto un albero decisionale per guidare l’integrazione di tali strumenti e migliorare le strategie di monitoraggio dell’igiene negli impianti di confezionamento alimentare.
Riferimenti bibliografici:
J.A. Muñiz-Flores et al., Journal of Food Protection, 88, 2025, 100593