Pubblicità ingannevole, un dimagrimento anomalo

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Agcm, provvedimento n. 17985, sentenza del 26 febbraio 2008 (riferimenti normativi: d.lgs. 206/2005, artt. 19, 20, 21 e 24)

Costituisce pubblicità ingannevole la diffusione di un messaggio che lascia
intendere che, grazie all’assunzione delle compresse propagandate, chiunque
possa conseguire, con certezza e rapidità, notevoli e duraturi cali ponderali,
senza la necessità di adottare un regime alimentare controllato o di svolgere
attività fisica.

Il Garante della Concorrenza è chiamato nuovamente
a occuparsi di prodotti dimagranti, pubblicizzati in maniera distorta rispetto
alla loro reale utilità. Il fenomeno è inquietante sia perché il pubblico che si
rivolge a questa categoria di prodotti costituisce un target particolarmente
vulnerabile e suggestionabile dalla propaganda di effetti miracolosi di
dimagrimento, per giunta senza sforzo, sia perché possono concretizzarsi
implicazioni negative sulla salute dei consumatori. Non è questo il caso, ma
ricordiamo per cronaca l’annosa vicenda giudiziaria, riportata anche sui mezzi
di informazione, che a più riprese nel corso degli anni ha coinvolto un medico
che somministrava ai suoi pazienti capsule contenenti sostanze stupefacenti in
una composizione vietata dal ministero della Sanità e sospettata di essere
pericolosa per salute.
Molto più banalmente, ma insidiosamente, nella vicenda
che si commenta era apparso su una rivista, e poi anche su Internet, un
messaggio costituito principalmente da una pseudo-intervista ad una ragazza,
introdotta dalla indicazione “come sono riuscita a perdere 18 chili in meno di 2
mesi, senza fare una dieta” e da un riquadro contenente le seguenti indicazioni,
riportate in grassetto:

“questa è la strabiliante capsula che rende
magri anche se mangia tutto quello che le piace… non deve fare nulla, non deve
prendere medicine, né fare rinunce. Deve solo prendere giornalmente le capsule
di EPH200… Tutta la stampa specialistica ne parla da qualche tempo. Le persone
che fino ad ora non erano mai riuscite a dimagrire hanno detto di aver perso già
10, 15 e anche più di 20 chili. EPH200 agisce già dopo le prime capsule, facendo
in modo che le calorie non vengano trasformate in grasso, ma in energia…
EPH200 è indicato in modo particolare per quelle persone che non riescono o non
vogliono seguire una dieta… Cosa si intende per “notevole perdita di peso”?
Spesso si perdono fino a 3 chili a settimana… la paura di riprendere
nuovamente peso è infondata. Cosa dicono le persone che hanno già provato
EPH200? Alcuni esempi: “Ho perso 13 chili nelle prime 4 settimane. In tutto sono
dimagrita 26 chili e molto più velocemente di quanto avei potuto immaginare. Mio
marito dice con approvazione che così sono molto più carina e attraente di
prima”… non c’è nessuna ragione per cui questo trattamento, che ha avuto
successo con tutti, non debba funzionare anche con lei”.

Iniziato il
procedimento davanti al Garante, su segnalazione di una associazione di
consumatori, una delle ditte interessate alla distribuzione del prodotto
dichiarò, significativamente, che il messaggio sarebbe immediatamente cessato.
Emerse poi da apposito sopralluogo in loco che la società indicata come
distributrice non aveva all’indirizzo altro che una mail-box. Insomma, già da
questi dati si capisce la serietà con cui il messaggio era stato concepito e
diffuso, come confermato poi dal fatto sostanziale che l’operatore
pubblicitario, invitato dal Garante a documentare l’effettività di quanto
propagandato, si era ben guardato dal presentare documentazione utile. Inoltre,
le aziende che a vario titolo risultavano coinvolte si palleggiavano la
responsabilità e una di queste aveva addirittura già cessato
l’attività.

Sul piano sostanziale il Garante rileva che i pareri
tecnico-scientifici sull’argomento concordano sul fatto che non esistono
integratori alimentari in grado di assicurare un calo ponderale in assenza di un
regime alimentare controllato e della effettuazione di attività fisica. Inoltre,
influendo il dimagrimento sul metabolismo dell’organismo e interessando esso
plurimi organi, occorre prudenza nell’evitare cali ponderali troppo cospicui e
repentini, ritenendosi che non sia pericoloso un calo compreso mediamente tra
500 e 1000 grammi a settimana. Era, dunque, evidente che il messaggio in
contestazione era iperbolico e fallace, presentandosi come miracolosa soluzione
dei casi di soprappeso (reale o presunto), basata sul principio piuttosto
bizzarro che con l’assunzione delle capsule le calorie incorporate dal cibo non
avrebbero incrementato il tessuto adiposo, ma si sarebbero convertite in
energia.
Inoltre, il messaggio violava in maniera patente il divieto
contenuto nella normativa sugli integratori alimentari di fornire precise
indicazioni sui tempi e la quantità di perdita di peso, posto che questi non
sono mai determinabili a priori e hanno una larga variabilità individuale.
Il
Garante non ha, invece, ritenuto provata la violazione dell’art. 24 del d.lgs.
206/2005, relativamente al pericolo per la salute che si poteva accompagnare
all’uso del prodotto come pubblicizzato, andando di contrario avviso rispetto al
parere espresso dalla Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Sul punto,
forse, la motivazione del Garante è stata un po’ sbrigativa, mentre avrebbe
meritato un maggior sforzo illustrativo la ragione per cui non si riteneva
violata la disposizione citata a fronte delle perdite di peso propagandate in
misura decisamente superiore a quanto indicato dalla scienza medica come non
controproducenti per la salute.

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