Cassazione penale, sentenza n. 9404 del 10 marzo 2020 (udienza del 22 novembre 2019 – riferimenti normativi: articolo 5, lettera b), della legge 283/1962)
Deve considerarsi in cattivo stato di conservazione, ai sensi dell’articolo 5, lettera b), della legge 283/1962, il prodotto alimentare sottoposto a congelazione con metodi e tecniche non autorizzate.
Preliminarmente la sentenza fissa in maniera chiara e puntuale il principio secondo cui il cattivo stato di conservazione alimentare “riguarda quelle situazioni in cui le sostanze stesse, pur potendo essere ancora perfettamente genuine e sane, si presentano mal conservate e cioè preparate o confezionate o messe in vendita senza l’osservanza di quelle prescrizioni – di leggi, regolamenti, atti amministrativi generali – che sono dettate a garanzia della loro buona conservazione sotto il profilo igienico-sanitario e che mirano a prevenire i pericoli della loro precoce degradazione o contaminazione o alterazione”.
La Corte fa applicazione del suddetto principio a proposito della detenzione di 50 kg di hamburger freschi all’origine e sottoposti a surgelazione in assenza di un Piano di Autocontrollo, dell’abbattitore termico e del termometro esterno. Non erano state rispettate, infatti, le norme che presidiano alla corretta surgelazione o congelazione degli alimenti, rischiando di pregiudicarne la conformità igienico-sanitaria.
Viene respinta l’obiezione difensiva secondo cui la fattispecie addebitata non sarebbe stata ascrivibile all’imputata in quanto la detenzione degli alimenti per la loro somministrazione agli ospiti della struttura ricettiva di cui era gestore non rientrerebbe in alcuna delle ipotesi designate dall’articolo 5 della legge 283/1962.
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Alimento congelato con metodi e tecniche non autorizzate: è cattivo stato di conservazione
Cassazione penale, sentenza n. 9404 del 10 marzo 2020 (udienza del 22 novembre 2019 – riferimenti normativi: articolo 5, lettera b), della legge 283/1962)
Deve considerarsi in cattivo stato di conservazione, ai sensi dell’articolo 5, lettera b), della legge 283/1962, il prodotto alimentare sottoposto a congelazione con metodi e tecniche non autorizzate.
Preliminarmente la sentenza fissa in maniera chiara e puntuale il principio secondo cui il cattivo stato di conservazione alimentare “riguarda quelle situazioni in cui le sostanze stesse, pur potendo essere ancora perfettamente genuine e sane, si presentano mal conservate e cioè preparate o confezionate o messe in vendita senza l’osservanza di quelle prescrizioni – di leggi, regolamenti, atti amministrativi generali – che sono dettate a garanzia della loro buona conservazione sotto il profilo igienico-sanitario e che mirano a prevenire i pericoli della loro precoce degradazione o contaminazione o alterazione”.
La Corte fa applicazione del suddetto principio a proposito della detenzione di 50 kg di hamburger freschi all’origine e sottoposti a surgelazione in assenza di un Piano di Autocontrollo, dell’abbattitore termico e del termometro esterno. Non erano state rispettate, infatti, le norme che presidiano alla corretta surgelazione o congelazione degli alimenti, rischiando di pregiudicarne la conformità igienico-sanitaria.
Viene respinta l’obiezione difensiva secondo cui la fattispecie addebitata non sarebbe stata ascrivibile all’imputata in quanto la detenzione degli alimenti per la loro somministrazione agli ospiti della struttura ricettiva di cui era gestore non rientrerebbe in alcuna delle ipotesi designate dall’articolo 5 della legge 283/1962.
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