In occasione della Raccolta dell’Orzo 2026, Campus Peroni – il Centro di Eccellenza nato dalla collaborazione tra Birra Peroni e CREA – ha presentato gli ultimi risultati raggiunti in ambito di qualità, innovazione e sostenibilità attraverso le iniziative dedicate all’orzo distico da birra.
L’evento ha visto anche la partecipazione di una delegazione del Centro Investimenti della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, nel contesto dell’iniziativa FAO Investment Days che riunisce partner di istituzioni finanziarie internazionali, del settore pubblico e privato e del mondo accademico per discutere e approfondire temi di importanza strategica per il lavoro della FAO a sostegno degli investimenti nei Paesi membri.

La giornata ha rappresentato un momento chiave per osservare da vicino il lavoro in campo e approfondire i principali risultati raggiunti. L’evento si è articolato in due momenti: una prima parte presso l’Azienda Agricola Aldobrandini a Ostia Antica, con visita ai campi adiacenti la sponda del Tevere, seguita dal trasferimento alla Malteria SAPLO di Birra Peroni a Pomezia, per completare il racconto della filiera.
Raccolto 2026: le stime di Birra Peroni
I primi dati della raccolta hanno evidenziato un quadro complessivamente positivo, con buoni livelli qualitativi e rese attese soddisfacenti negli areali di riferimento.
L’annata è stata caratterizzata da una piovosità invernale superiore alla media degli ultimi anni, che ha favorito lo sviluppo della coltura, in particolare nelle aree del versante adriatico, tradizionalmente più esposte alla siccità. Le precipitazioni primaverili di aprile e maggio hanno aumentato il rischio di pressione fitopatologica, ma hanno anche accompagnato positivamente la fase di maturazione della spiga, contribuendo a ottenere buoni risultati in termini di peso specifico e una qualità mediamente elevata dell’orzo, con livelli proteici medio-bassi particolarmente adatti alla produzione brassicola.
“Alla luce dell’andamento della stagione, prevediamo anche quest’anno di acquisire oltre 60.000 tonnellate di orzo distico da birra da oltre 2.000 agricoltori italiani. Un risultato sostenuto anche dall’aumento delle superfici seminate rispetto alla campagna precedente, a conferma dell’attrattività della nostra filiera, che continua a garantire stabilità e prospettive di lungo periodo agli agricoltori”, ha dichiarato Fabio Scappaticci, Direttore della Malteria SAPLO di Birra Peroni.
La rilevanza della risorsa idrica: il contributo di Campus Peroni alla resilienza della filiera
Dalla sua fondazione, Campus Peroni ha promosso la diffusione di strumenti e competenze in grado di supportare la crescita sostenibile della filiera dell’orzo in Italia. In particolare, il progetto Orzo Futuro, promuove l’utilizzo dei DSS (Decision Support Systems): sistemi di supporto alle decisioni agronomiche oggi adottati da oltre 800 agricoltori della filiera di Birra Peroni su più di 9.000 ettari di orzo distico da birra in Italia.
Grazie alla collaborazione con Hort@ e xFarm Technologies, questo percorso si sta progressivamente evolvendo anche verso una maggiore attenzione alla gestione dell’acqua in agricoltura, elemento sempre più centrale per la resilienza del sistema e la sua capacità di fare fronte alle mutate condizioni climatiche.
I DSS rappresentano uno strumento chiave per supportare gli agricoltori nelle decisioni operative in campo, grazie al monitoraggio costante delle condizioni meteorologiche e del rischio fitopatologico. Le informazioni generate dalle piattaforme consentono di ottimizzare l’impiego di fertilizzanti e prodotti fitosanitari. La gestione efficiente degli input produttivi resa possibile dai DSS può contribuire quindi anche alla riduzione del consumo di acqua associato a tali operazioni, oltre a generare benefici in termini di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Sulla base dei dati raccolti, infatti, si evidenzia tra le altre cose, una riduzione media del 12% di consumi idrici per input agronomici e 26% di CO2e per ettaro tra le stagioni 2022/2023 e 2024/2025, per gli agricoltori di orzo distico partecipanti al programma. Dati medi che raggiungono rispettivamente il 41% e 37% considerando l’evoluzione del panel di riferimento negli ultimi 10 anni.
“La disponibilità e la gestione efficiente dell’acqua stanno diventando fattori sempre più determinanti per il futuro del comparto”, ha dichiarato Massimo Fortunato, Sustainable Development Manager di Birra Peroni. “Il modello Campus Peroni dimostra come la collaborazione tra impresa, ricerca e mondo agricolo possa tradursi in soluzioni concrete a supporto della competitività e della capacità di adattamento del settore alle mutate condizioni climatiche. L’esperienza maturata negli ultimi anni conferma che produttività, innovazione e sostenibilità possono procedere insieme. Per questo continueremo a promuovere collaborazioni e iniziative capaci di rafforzare la resilienza della filiera e di contribuire alla sua capacità di risposta alle sfide future”.
La stagione 2025-2026 ha visto anche la prosecuzione di “Rigenerare per produrre”, il programma pilota triennale di agricoltura rigenerativa, avviato nel 2024 da Campus Peroni con il supporto tecnico di Hort@ e il coinvolgimento di tre aziende agricole del Centro-Sud Italia.
L’obiettivo è quello di raccogliere dati solidi per valutare i benefici in termini di salute del suolo, biodiversità, soddisfazione degli agricoltori e impatti ambientali. A conclusione del raccolto di quest’anno, sarà possibile valutare le performance ambientali e di resa dei campi gestiti attraverso pratiche rigenerative, raffrontandoli con i risultati ottenuti durante il primo anno del pilota, contribuendo a valutare la potenzialità complessiva dell’approccio.