
Nel panorama vitivinicolo siciliano, dove ogni collina custodisce storie millenarie di terra e vento, Casa Vinicola Fazio emerge come una sintesi raffinata tra memoria e innovazione. Non è solo un luogo di produzione: è un osservatorio del territorio, dove ogni filare dialoga con il paesaggio circostante e ogni vendemmia diventa occasione per raccontare l’autenticità di Erice. In un contesto agricolo spesso dominato da logiche di mercato, l’azienda sceglie di misurare il successo con un parametro determinante: la qualità che nasce dal rispetto della terra e dalla pazienza delle mani che la lavorano.
Fondata negli anni Sessanta a Fulgatore (TP), questa Cantina mantiene da sempre un radicamento esclusivo nel territorio di Erice, scegliendo di operare unicamente all’interno di questo perimetro geografico per valorizzarne le caratteristiche pedoclimatiche uniche. Oggi l’azienda conta 70 ettari di vigneti e 10 di uliveti, per una produzione annua di un milione e mezzo di bottiglie.
«Casa Vinicola Fazio nasce dall’impegno di una famiglia che da quattro generazioni si dedica con passione all’arte della viticoltura e alla produzione di vini di eccellenza», spiega Lilly Fazio, Ceo dell’azienda. Una continuità familiare che è, al tempo stesso, sia perno che motore dell’attività. Nel 2004 Casa Vinicola Fazio ha promosso il riconoscimento della Doc Erice: un passo strategico per esprimere l’anima autentica del territorio, trasformando potenzialità storicamente marginali in risorse qualitative distintive. «Il nostro punto di forza è proprio la particolare attenzione alla valorizzazione della Doc Erice», conferma Fazio, ribadendo come ogni scelta – dalla vigna alla cantina – sia guidata dalla volontà di rappresentare la Sicilia in modo fedele e identitario. L’azienda dà lavoro a circa 20 dipendenti, tra personale fisso e stagionale, tutti formati internamente e impegnati nell’areale di Erice secondo principi di sostenibilità, rispetto dell’ambiente, gestione etica delle risorse naturali e cura scrupolosa di ogni fase del processo produttivo.
Potenziare la sensibilità artigianale
La vendemmia, rigorosamente manuale e calibrata sui cicli stagionali, rappresenta il primo gesto di rispetto verso il territorio, mentre in cantina il controllo accurato di fermentazione e affinamento consente di preservare le caratteristiche varietali e gli aromi naturali di ogni vitigno. La struttura produttiva, moderna e tecnologicamente avanzata, dispone di una capacità potenziale fino a 3 milioni di bottiglie e la gamma aziendale include vini affinati in tonneau o barrique fino a 24 mesi – una pratica riservata a selezioni destinate a esprimere complessità e finezza – e spumanti realizzati internamente con metodo Charmat, confermando una capacità di diversificazione tecnica senza compromessi sulla territorialità. Le tecnologie adottate in cantina non sostituiscono la sensibilità artigianale, ma la potenziano, permettendo di combinare metodi di vinificazione tradizionali con strumenti di controllo avanzati, dalla gestione delle temperature alla pressatura soffice, fino ai sistemi di imbottigliamento di ultima generazione. La sede aziendale integra, inoltre, uno showroom e sale conferenze, spazi progettati per ospitare degustazioni ed eventi, nei quali il pubblico può entrare in contatto diretto con i vini e comprendere la filosofia produttiva della famiglia Fazio.
Recenti investimenti, che nel 2024 hanno raggiunto 1.400.000 euro, hanno permesso l’installazione di un impianto fotovoltaico, il rinnovamento di alcuni macchinari e l’ampliamento dei vigneti, a testimonianza di un approccio green e lungimirante che coniuga efficienza, riduzione dell’impatto ambientale e qualità produttiva. Ogni fase, dalla raccolta delle uve alla bottiglia, riflette un’attenzione meticolosa ai dettagli, per un modello che considera la tecnologia come alleata della tradizione.
Più costanza qualitativa, meno stop e sprechi
L’impianto di imbottigliamento si colloca all’interno di un’area produttiva ben organizzata, progettata per garantire un flusso di lavoro continuo e la massima efficienza in ogni fase. Tutto il percorso delle bottiglie, dalla depallettizzazione alla pallettizzazione, è completamente automatizzato, con controlli costanti che assicurano qualità, igiene e uniformità produttiva.
«La nostra linea è di tipo isobarico e comprende macchinari di marchi leader del settore», commenta Lilly Fazio, evidenziando l’attenzione alla scelta di dispositivi affidabili e all’avanguardia. La linea, nata nel 1999, ha rappresentato il punto di partenza per un approccio all’imbottigliamento sempre più tecnologico, rinnovato progressivamente con l’introduzione, nel tempo, di nuovi macchinari: nel 2015 il depallettizzatore MS Pack Minipal e il pallettizzatore Taro 12 hanno automatizzato le fasi iniziali e finali della linea, mentre nel 2022 la nuova etichettatrice Cavagnino & Gatti ha aumentato sensibilmente precisione e velocità di lavorazione. Tutte le macchine, realizzate in acciaio inox e dotate di cicli di lavaggio automatici CIP, garantiscono standard qualitativi elevati, flessibilità e igiene costante. «Utilizziamo tecnologie in grado di garantire precisione, salubrità e versatilità; la riempitrice isobarica consente di lavorare sia vini fermi che spumanti, mentre tappatori e capsulatori sono configurabili per diversi tipi di chiusura – dichiara Fazio –. La nostra priorità è assicurare una qualità continua, minimizzando gli sprechi e i tempi di inattività».
3.000 bottiglie ora e rapidi cambi formato
Il percorso delle bottiglie – generalmente nei formati da 0,75, 1,5 o 0,375 litri – inizia con la depallettizzazione automatica tramite MS Pack Minipal, che preleva i pallet dalla zona di stoccaggio. Successivamente le bottiglie entrano nella sciacquatrice Bertolaso a 20 pinze, dove vengono lavate e sanificate, prima di essere dosate dalla riempitrice isobarica Bertolaso Suprema 24 (a 24 rubinetti) in atmosfera controllata. La chiusura avviene mediante il tappatore Bertolaso Delta 603 R/S a 3 teste per tappi raso o spumante e tramite il tappatore Stelvin Alfa 110 per i tappi a vite, quindi i vetri passano attraverso gabbiettatrice, lavasciuga e capsulatrice Fenix 2 di Bertolaso, fino all’etichettatrice Cavagnino & Gatti. Le fasi successive di confezionamento, affidate ai macchinari Mondo & Scaglione, prevedono formazione, riempimento, incollaggio e chiusura dei cartoni, con il pallettizzatore Taro 12 che conclude il ciclo preparando i pallet per le spedizioni. La linea è in grado di gestire mediamente 3.000 bottiglie all’ora, con cambi formato rapidi in meno di 30 minuti, e la produzione giornaliera può raggiungere 20.000 bottiglie. «La macchina che ci ha garantito la maggior soddisfazione è la riempitrice Bertolaso Suprema 24, per precisione, affidabilità e facilità di pulizia», considera Lilly Fazio, che si sofferma anche sui benefici della nuova etichettatrice, dalla qualità di applicazione impeccabile e caratterizzata da grande flessibilità nel passaggio da un formato all’altro.
Vero un ulteriore potenziamento tecnologico
La Cantina, attualmente, sta ragionando sulle prossime innovazioni. Sono infatti allo studio sistemi di controllo visivo automatico per verificare la corretta applicazione delle etichette e la presenza dei tappi, oltre a strumenti digitali di raccolta dati per monitorare in tempo reale le prestazioni della linea. «L’obiettivo è continuare a migliorare l’efficienza, la tracciabilità e la qualità complessiva dei nostri impianti», chiarisce Fazio. L’ulteriore implementazione del sistema di imbottigliamento, incentrato sull’incremento della meccanizzazione dei singoli processi e sul miglioramento della funzionalità complessiva sia in termini di tempi sia di qualità del risultato finale, è centrale per Casa vinicola Fazio: secondo i titolari, questa fase, che rappresenta lo step finale, è anche la più delicata dell’intera produzione. È dopo questo passaggio che il vino incontra il consumatore e ogni dettaglio deve essere perfetto; l’adozione di sistemi avanzati permette di mantenere la qualità inalterata, riducendo i rischi di contaminazione e garantendo che ogni bottiglia rispecchi fedelmente il lavoro svolto in vigna e in cantina. «Investire in tecnologia, per noi, significa investire in sicurezza, valore e identità del prodotto. Ogni aggiornamento della linea è pensato per incrementare produttività e flessibilità, ma anche per tutelare l’integrità del nostro vino, assicurando un risultato finale che rispetti sempre standard elevati e sostenibili».