Per la prima volta dalla sua fondazione Makro affianca all’etichettatura una linea di riempitrici. L’azienda mantovana sceglie però un segmento molto particolare e ben preciso: quello delle riempitrici a peso o gravimetriche, nelle quali la quantità di prodotto introdotta nel contenitore viene misurata attraverso celle di carico. La decisione trova le sue ragioni nel DNA di Makro. Spiega Cristian De Monte, Area Sales Manager per la regione italiana: «Questa scelta non nasce dalla volontà di diversificare senza una base tecnica già consolidata. Alcuni dei fondatori, dirigenti e tecnici di Makro provengono da gruppi industriali nei quali avevano già lavorato alla progettazione di riempitrici, in particolare a peso. Per noi, dunque, non si è trattato di entrare in un mondo completamente nuovo». Da qui è nato il progetto che ha portato Makro dalla decisione iniziale alla vendita della prima macchina in circa un anno e alla sua installazione in meno di un anno e mezzo.
Una scelta mirata
La riempitrice di Makro nasce per il riempimento a peso di liquidi fermi e prodotti densi. I primi mercati individuati sono l’alimentare, con particolare attenzione all’olio e l’home&personal care. Tra le possibili applicazioni rientrano inoltre detergenti, creme, prodotti spalmabili e oli minerali. Nel beverage, la tecnologia può essere impiegata per prodotti non gassati compatibili con il riempimento gravimetrico, come alcuni succhi di frutta. Non è invece la soluzione scelta da Makro per acqua, vino fermo, birra, spumanti e bibite gassate, generalmente associati ad altre tecnologie di riempimento, leggero, vuoto o isobariche.
La scelta risponde anche all’evoluzione dei mercati nei quali l’azienda opera. Dice De Monte: «Makro ha costruito una parte importante della propria attività nell’etichettatura di vino e spirits, ma negli ultimi anni ha visto aumentare il peso dell’alimentare e chimico». De Monte indica un passaggio dal 60 al 40% circa del fatturato nel wine&spirits e una quota dell’alimentare salita al 35%. I dati descrivono, secondo l’azienda, la necessità di seguire settori con una domanda più dinamica. Il riempimento a peso permette inoltre a Makro di rivolgersi a clienti già acquisiti attraverso le etichettatrici. A ben vedere, si tratta di un vantaggio commerciale ma anche applicativo: l’azienda conosce già prodotti, contenitori, velocità e requisiti delle linee nelle quali la nuova macchina dovrà inserirsi.
Dall’etichettatura al riempimento

L’elemento sul quale Makro costruisce la differenziazione della sua riempitrice è il trasferimento al riempimento dell’architettura elettronica impiegata sulle proprie etichettatrici. Secondo De Monte, molte riempitrici a peso disponibili oggi sul mercato conservano una presenza rilevante di trasmissioni meccaniche. «La nostra riempitrice utilizza motori brushless per la movimentazione della macchina. Questa scelta riduce la dipendenza da cardani, ingranaggi e altri sistemi meccanici e consente di controllare elettronicamente i movimenti», spiega De Monte. Il vantaggio non riguarda soltanto i consumi: nel riempimento gravimetrico, il contenitore viene pesato mentre riceve il prodotto. Le vibrazioni generate dalla macchina possono quindi interferire con la lettura delle celle di carico, introducendo oscillazioni e rendendo più complesso il controllo della quantità dosata. «Avendo una macchina movimentata elettronicamente abbiamo ridotto in modo significativo le vibrazioni e le celle di carico possono lavorare in maniera più stabile». La riduzione delle sollecitazioni contribuisce così alla continuità della pesatura e alla precisione del riempimento. È questo, più del semplice impiego dei motori brushless, il collegamento tecnico tra l’esperienza maturata da Makro nell’etichettatura e la nuova macchina.
La scelta di adottare il peso comporta comunque un investimento superiore rispetto ad alcune soluzioni alternative, perché ogni punto di riempimento richiede una cella di carico. Makro punta, quindi, su applicazioni nelle quali il controllo diretto della quantità immessa nel contenitore possa giustificare il costo della tecnologia.
Le prime installazioni
La prima riempitrice di Makro è già operativa oggi dopo un test sul campo di successo presso Salvadori a Firenze, dove gestisce tre formati di olio d’oliva con una soluzione a 8 valvole, raggiungendo velocità di 2.000 bottiglie/ora per il formato da 3 litri e 1.600 bottiglie/ora per il formato da 5 litri. Salvadori utilizza già etichettatrici Makro. La nuova soluzione è in grado di riempire formati fino a 5 litri a velocità fino a 7.500 bottiglie/ora e formati fino a 1 litro fino a 24.000 bottiglie/ora, con configurazioni da 8 a 50 valvole.
Questa installazione ha avuto anche una funzione di verifica industriale. Makro ha seguito direttamente l’avviamento e continua a osservare il comportamento della macchina nelle condizioni reali di produzione.
Makro ha già formulato altre offerte ma mantiene per il momento un approccio graduale. «I test interni sono necessari ma è quando una macchina lavora per due turni al giorno che se ne verifica realmente il comportamento». Prima di intensificare la presenza commerciale, Makro vuole quindi accumulare ulteriori riscontri sul campo.
La gamma copre applicazioni che arrivano indicativamente fino a 24.000 contenitori l’ora, valore che De Monte associa soprattutto ai mercati dell’olio e dell’home&personal care. Le prestazioni finali delle macchine dipendono comunque da prodotto, formato, materiale del contenitore e configurazione della linea.
Il mercato italiano
Nel mercato italiano, Makro parte da una posizione già solida nell’etichettatura. De Monte ricorda che l’Italia genera mediamente tra il 25 e il 30% del fatturato aziendale e che, nell’ultimo anno, nel Paese sono state vendute 40 delle circa 110 macchine prodotte complessivamente.
La presenza di numerose aziende alimentari, olearie, vinicole e dei distillati rende l’Italia un mercato rilevante anche per la nuova attività. Al tempo stesso, Makro entra in un segmento nel quale operano già costruttori con un’esperienza consolidata. Il posizionamento scelto non consiste quindi nel presentarsi come costruttore generalista di qualsiasi tecnologia di riempimento. Makro parte da un segmento – il gravimetrico – dove ritiene di poter utilizzare competenze già disponibili e introdurre un maggiore controllo elettronico della movimentazione. Un eventuale ampliamento verso altre tipologie di riempitrici non viene escluso, ma sarà valutato in funzione dell’andamento dei mercati e delle richieste dei clienti.
Verso le linee complete
L’ingresso nel filling modifica anche il ruolo che Makro può assumere all’interno di un progetto. Con la sola etichettatrice, l’azienda interveniva in una fase specifica del confezionamento. Con la riempitrice può invece proporsi come referente per linee complete, integrando riempimento, etichettatura e le altre unità necessarie al processo.
La riempitrice rappresenta, infatti, la macchina centrale attorno alla quale vengono dimensionate e coordinate le altre stazioni. Makro può così applicare alla linea competenze che sono già presenti tra i suoi tecnici, provenienti dalla progettazione di impianti completi.
Resta centrale l’attività nell’etichettatura, sulla quale continua a lavorare l’ufficio ricerca e sviluppo. Il filling non sostituisce quindi il core business originario. Semplicemente amplia il perimetro nel quale l’azienda intende operare. Le prospettive dipenderanno ora dalla risposta dei primi impianti, dalla capacità di consolidare la nuova gamma e dall’evoluzione della domanda nei settori food, beverage non gassato e home & personal care.