Carne, l’impatto della conservazione sulla crescita microbica

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Lo ha valutato l’Autorità europea per la Sicurezza alimentare, su richiesta della Commissione europea, che potrà così colmare lacune e incongruenze normative

L’Efsa ha valutato come i batteri si sviluppano nella carne di bovini, ovini e suini durante la refrigerazione, la conservazione e lo scongelamento.

La richiesta è arrivata dalla Commissione europea, che utilizzerà le risultanze ricevute per proporre eventuali modifiche alla legislazione UE, al fine di colmare le lacune e le incongruenze di alcune norme unionali sulla sicurezza microbiologica della carne destinata al congelamento.

Nello specifico, gli esperti dell’Efsa hanno esaminato in che modo le condizioni di conservazione (come la temperatura, il confezionamento sottovuoto e la durata) influenzino la crescita microbica tra la macellazione e il congelamento, sulla base di un tempo di equivalenza ovvero il periodo durante il quale la carne può essere conservata in condizioni alternative senza superare i livelli microbici dello scenario di riferimento preso in considerazione (carne conservata senza confezionamento sottovuoto a 7 °C per 15 giorni).

Leggi sul sito dell’Efsa i principali risultati ottenuti.

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