Zuppe e vellutate pronte: ridotti i tempi di ebollizione

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In una prima nota del 1° agosto e in una seconda del 12 agosto, il Ministero della Salute specifica che per zuppe e vellutate pronte sono sufficienti rispettivamente tre minuti e un minuto

Fonte: Redazione “Alimenti&Bevande”

Il 1° agosto, il Ministero della Salute ha emanato una nota sui prodotti REPFEDs (Refrigerate Processed Food with Extended Durability) ossia gli alimenti trasformati refrigerati con durata di conservazione prolungata, come zuppe e vellutate pronte.
Nel documento si riportata quanto indicato nella relazione tecnica dell’Istituto Superiore di Sanità trasmessa al Ministero della Salute il 4 luglio scorso: “La sanificazione delle zuppe di legumi, di cereali e di sole verdure richiede un tempo di ebollizione pari a tre minuti. La sanificazione delle vellutate, sia con patate sia senza patate, richiede un tempo di ebollizione pari a un minuto. In entrambi i casi è tuttavia indispensabile omogenizzare accuratamente il prodotto durante il riscaldamento per garantire una distribuzione uniforme del calore”.
Nella nota si invitano pertanto “gli operatori del settore alimentare (Osa) ad adeguare le confezioni riportando i nuovi tempi di ebollizione, purché vengano fornite al consumatore informazioni di dettaglio sulla necessità di omogeneizzare accuratamente la zuppa durante il riscaldamento”, e si precisa che “è importante ricordare che la conservazione in condizioni di refrigerazione rimane la misura più efficace per garantire la sicurezza d’uso del prodotto”.
A questa nota ne è seguita una seconda, emessa il 12 agosto, sulle misure di prevenzione e controllo del botulismo alimentare in seguito ai focolai segnalati in Italia nel mese in corso. Riprendendo quanto indicato nella nota del 1° agosto, il testo riporta quanto segue: “le zuppe di legumi, cereali e verdure vanno portate a bollore e mantenute in ebollizione per tre minuti; le vellutate vanno bollite per un minuto, avendo cura di mescolare bene durante il riscladamento per distribuire il calore in modo uniforme. Questa istruzione va riportata in etichetta, è altrettanto essenziale mantenere la refrigerazione (≤ + 4°C) in tutte le fasi – dal trasporto all’esposizione – perché il freddo, da solo, non elimina il rischio, ma lo riduce in modo significativo se rispettato con rigore”.
La nota del 12 agosto, a cui si rimanda, riporta anche delle indicazioni di carattere generale per gli Osa e disposizioni riguardanti alcune preparazioni differenti dai REPFEDs.

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