Lollobrigida: azione coordinata con l’Albania sul settore agroalimentare

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L’Italia ha sottoscritto con l’Albania un protocollo d’intesa che individua 14 aree di interesse sulle quali lavorare, tra cui l’olio, la formazione e la ricerca

Fonte: Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste

“C’è una conferma da parte di tutto il nostro Governo e la massima collaborazione da parte del mondo agricolo a collaborare con l’Albania per lo sviluppo e l’integrazione”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, nel suo intervento al Comitato economico congiunto Italia-Albania che si è svolto mercoledì scorso alla Farnesina. Il ministro ha illustrato i risultati della missione che ha guidato a Tirana lo scorso marzo, in occasione della quale l’Italia ha sottoscritto un protocollo d’intesa che individua 14 aree di interesse sulle quali lavorare.
“Abbiamo messo in campo un’azione coordinata e congiunta per sviluppare le economie delle due Nazioni, che ha portato risultati importanti nel settore dell’olio, mettendo a disposizione delle aziende albanesi le nostre tecnologie per migliorare la trasformazione, che è un elemento essenziale nella fase di produzione”, ha spiegato Lollobrigida, che ha aggiunto: “Abbiamo cominciato a ragionare su una serie di progetti, tra cui l’ipotesi di realizzare a Tirana un sistema fieristico, in collaborazione con quello italiano, per promuovere le nostre produzioni nei Balcani. Noi crediamo nel ruolo dell’Albania come nazione centrale di quell’area, in una visione che anticipi anche le criticità delle catene alimentari che si sono rivelate uno dei fattori condizionanti dell’economia”.
Il ministro ha poi sottolineato l’intenzione di implementare il lavoro comune sulla ricerca e sulla formazione attraverso gli istituti agrari ed alberghieri. Quanto alla protezione dei marchi, ha messo a disposizione l’Ispettorato centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti agroalimentari per istruire il personale albanese anche per contrastare l’Italian sounding.

 

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