Aflatossina M1 nei formaggi, allo studio un metodo green per rilevarla

Condividi

L’obiettivo è quello di arrivare a farne un metodo di riferimento per la rete dei laboratori nazionali, anche grazie alla collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità  e il Centro di Referenza nazionale per la Qualità  del Latte bovino (IZSLER).

Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) hanno sviluppato un metodo analitico per rilevare la presenza di aflatossina M1 nei formaggi, evitando l’uso di solventi dannosi per l’ambiente.
L’obiettivo è quello di arrivare a farne un metodo di riferimento per la rete dei laboratori nazionali, anche grazie alla collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e il Centro di Referenza nazionale per la Qualità del Latte bovino (IZSLER).
“Solitamente l’estrazione e la quantificazione dell’aflatossina M1 nei formaggi richiede l’uso di solventi organici e clorurati, che possono essere dannosi per l’ambiente – spiega Giancarlo Biancotto, supervisor dello studio e dirigente del Laboratorio Farmaci veterinari e Ricerca dell’Istituto -. Come alternativa, abbiamo utilizzato una soluzione acquosa di sali citrati, che si è dimostrata non solo efficace, ma anche a minor impatto per l’ambiente e per la salute di chi lavora in laboratorio. Questo metodo è stato validato internamente per i formaggi a pasta dura e molle e al momento lo stiamo verificando mediante uno studio interlaboratorio per valutarne precisione, accuratezza e robustezza, finora con ottimi risultati preliminari”.
Nei prossimi mesi si tenterà di allargare lo studio per la verifica dei fattori di concentrazione su una più ampia varietà di campioni di formaggio e a partire dal latte naturalmente contaminato.
Il lavoro dei ricercatori dell’Istituto è stato pubblicato sulla rivista “Food Control”.

Edicola web

Ti potrebbero interessare