Scia e tipologie di prodotti venduti

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Fonte: rivista “Alimenti&Bevande” n. 3/2021

Quando sulla SCIA è riportata la voce “macelleria”, oltre alla carne fresca, quale altre tipologie di prodotti è possibile vendere?

Risposta di: Filippo Castoldi, Dirigente Medico Veterinario, Direzione Welfare Regione Lombardia

Il principio in base al quale dovrebbe operare la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) è quello della responsabilizzazione del soggetto interessato attraverso una serie di autocertificazioni, eventualmente accompagnate da altri documenti e attestazioni di tecnici abilitati, a prova del possesso dei requisiti previsti dalle diverse norme.
Nel settore alimentare, il regolamento (CE) 852/04 prevede che, al fine di permettere la conduzione dei previsti controlli ufficiali sulle diverse attività e sui prodotti che vi vengono trattati, l’operatore economico interessato notifichi all’autorità competente ogni “stabilimento” sotto il proprio controllo. Inoltre, l’operatore interessato, nella fattispecie il gestore dell’attività di macelleria, deve assicurare che «l’autorità competente disponga costantemente di informazioni aggiornate sugli stabilimenti, notificandole, tra l’altro, qualsivoglia cambiamento significativo di attività nonché ogni chiusura di stabilimenti esistenti».
Ora, è chiaro che l’obbligo di aggiornamento dei dati in possesso dell’autorità competente dipende dalla natura e qualità dei dati precedentemente comunicati.
Con accordo tra il Governo, le Regioni e gli Enti locali del 4 maggio 2017, sono stati definiti moduli unificati e standardizzati per la presentazione della SCIA. Accanto a questi, ciascuna Regione o Provincia autonoma ha provveduto a disciplinare ulteriormente la modulistica integrandola con una serie di altre informazioni ritenute necessarie allo svolgimento delle diverse attività delle amministrazioni coinvolte. La modulistica regionale, accanto alla classificazione delle attività secondo un prospetto a spunta, spesso prevede un campo aperto per la descrizione dell’attività. È a questo livello che l’operatore ha la possibilità al momento della presentazione della SCIA di dettagliare il tipo di attività e di prodotti trattati.
Detto questo, in genere, l’attività di vendita di carne fresca include la lavorazione delle carni finalizzate alla loro preparazione per il cliente presso il punto vendita, inclusa la predisposizione delle preparazioni di carne (tipo spiedini, rollé, involtini da cuocere). È comunque opportuno che si controlli quanto notificato all’autorità sanitaria locale in occasione della prima presentazione della SCIA, integrando quest’ultima, se del caso, e in base alle indicazioni ricevute, con le altre lavorazioni che si avesse intenzione di condurre e dei prodotti che si intendono vendere.

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