Pelli animali, come capire a chi appartengono

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Fonte: rivista “Alimenti&Bevande” n. 2/2021

In uno stabilimento di macellazione di carni rosse è nata una diatriba sulla classificazione delle pelli degli animali destinati alla macellazione tra il titolare dello stabilimento e il personale di una ditta che raccoglie tali pelli. È possibile capire se le pelli appartengano a una vacca, una giovenca o a un vitellone femmina? Se sì, come?

Risposta di: Filippo Castoldi, Dirigente Medico Veterinario Direzione Welfare Regione Lombardia

I termini “giovenca”, “scottona”, “vitellone femmina” hanno una forte connotazione regionale o locale e spesso vengono utilizzati in modo diverso nelle diverse aree del Paese. Anche andando a consultare diversi dizionari della lingua italiana, il temine “giovenca” sembra indicare categorie di animali diverse (“giovane bovina che non ha ancora figliato” piuttosto che “giovane vacca”).

Detto questo, seppure in assenza di dati tecnici certi, si può in generale asserire che la pelle di animali che abbiano già figliato appare, in genere, un po’ più sottile, soprattutto sui fianchi. Chiaramente queste caratteristiche si accentuano con in numero dei parti. Un altro aspetto che può essere preso in considerazione è l’estensione della pelle della mammella, che appare più ampia negli animali di più parti, mentre in quelli che non hanno ancora partorito (vitelloni femmine o, se si accetta la dizione secondo la quale si tratta di un animale che non ha ancora figliato, giovenche) ha dimensioni più contenute.

Naturalmente, quelle fornite sono indicazioni di massima, sulle quali è difficile costruire un contenzioso. Se necessario, si dovrebbero visionare gli animali prima della macellazione al fine di rilevarne l’effettiva età e stato.

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