Macellazione di suini a domicilio per autoconsumo

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Fonte: rivista “Alimenti&Bevande” n. 4/2021

Anche quest’anno non sono mancati casi di macellazione clandestina di suini a domicilio per autoconsumo e lavorazione abusiva delle carni. Qual è l’apparato sanzionatorio di riferimento per le violazioni sopra citate? Al privato cittadino che fa uso delle carni per autoconsumo si può contestare di non aver eseguito o fatto eseguire il prelievo di un campione di muscolo per la ricerca di Trichinella?

Risposta di: Filippo Castoldi, Dirigente Medico Veterinario, Direzione Welfare Regione Lombardia

Attualmente il mancato rispetto delle disposizioni di cui ai regolamenti comunitari in materia di igiene degli alimenti viene sanzionato ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 193/07. La produzione di alimenti per autoconsumo è peraltro esclusa dall’ambito di applicazione dei regolamenti, se di vero autoconsumo si tratta e non di produzione finalizzata alla cessione a terzi. Parimenti, non paiono, a parere dello scrivente, applicabili le disposizioni previste dalle altre norme nazionali, quali la legge 283/62, in quanto anche questa mira a tutelare l’interesse degli eventuali soggetti terzi che dovessero acquistare o comunque ricevere anche a titolo gratuito gli alimenti in questione.
Anche volendo considerare diversa la posizione della “persona formata” che partecipa alla macellazione dei suini senza avere un interesse diretto al consumo personale o familiare delle carni e senza rispettare gli obblighi previsti in materia, non appare, a parere dello scrivente, applicabile la sanzione prevista al comma 1 del citato articolo 6 del decreto legislativo 193/07, per l’attività di macellazione clandestina, che trova applicazione «nei limiti di applicabilità del regolamento (CE) 853/2004».
Quanto riportato sopra vale, purtroppo, anche laddove si vadano a considerare i comportamenti a dir poco imprudenti di coloro che consumano le carni di animali sensibili all’infestazione da Trichinella senza sottoporle alla ricerca del parassita presso un laboratorio in grado di condurre le prove in modo adeguato. In questo caso, come in tutti quelli nei quali viene vantato il consumo degli alimenti esclusivamente in ambito familiare, le uniche misure adottabili fanno perno sull’educazione dei consumatori, sulla crescita della loro consapevolezza in merito ai pericoli ai quali possono andare incontro con il consumo di alimenti ottenuti senza adeguati controlli. Molto è stato fatto, molto c’è ancora da fare anche per contrastare un sentimento diffuso che vede nei controlli ufficiali solo un inutile e costoso orpello, invece che uno strumento a difesa degli interessi dei consumatori, salute in primis.

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