Indicazione di “Made in Italy” in etichetta

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Fonte: rivista “Alimenti&Bevande” n. 2/2021

Un’azienda conserviera italiana produce semiconserve tramite l’assemblaggio di acciughe ed altri ingredienti vegetali trasformati (come peperoni, capperi, olive, cipolline che vengono acquistati in salamoia o salamoia acetata). L’attività consiste nel preparare questi ingredienti (cernita e sezionamento) prima di infilzarli in uno stuzzicadenti per poi posizionarli in un vasetto di vetro che viene riempito di olio e chiuso con la capsula. Le acciughe impiegate, a differenza degli altri vegetali, sono pescate nel Mar Mediterraneo da un’azienda italiana che le fa trasformare e le fa mettere sott’olio in uno stabilimento autorizzato in Tunisia e poi le reimporta in Italia per la relativa fornitura all’azienda conserviera in questione. Tutti gli altri ingredienti vegetali, ad eccezione delle olive, che possono essere coltivate in Spagna, sono sia coltivati che trasformati in Italia da altri fornitori italiani.
È possibile indicare la dicitura Made in Italy (evitando di scrivere 100% Made in Italy), con la relativa bandiera italiana in etichetta sullo stesso campo visivo in cui è riportata la denominazione di vendita del prodotto finito?

Risposta di: Giuseppe De Giovanni, Esperto di Etichettatura degli Alimenti

Sulla base di quanto esposto nel quesito, risulta impossibile, a mio avviso, determinare con precisione l’origine del prodotto.

Anzitutto v’è da dire che i prodotti ittici pescati e trasformati non portano alcun riferimento al Paese d’origine, in quanto questa menzione è richiesta solo per i prodotti allevati e non trasformati. Il riferimento al Paese (Italia) è effettuato solo per il pesce allevato. Per il pesce pescato, invece, è richiesta l’indicazione della zona FAO.

Fatte queste considerazioni e tenuto conto delle aspettative del consumatore italiano circa l’origine del prodotto, ritengo che, nel caso specifico, non ricorrano le condizioni per l’indicazione dell’origine e la raffigurazione della bandiera italiana. Il fatto che l’impresa commerciale interessata sia italiana non basta.

Il Made in Italy non è una semplice indicazione di origine, ma è qualcosa di più stringente, per cui le esigenze richieste, ai fini di detta indicazione, sono maggiori.

Dalla descrizione delle operazioni effettuate nel quesito, mi sembra che in Italia nulla venga effettuato e che la quasi totalità delle materie prime utilizzate non abbia origine italiana.

Il riferimento all’Italia e la raffigurazione della bandiera italiana, in tale situazione, sono da considerarsi messaggi ingannevoli, vietati dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011.

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