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Home » Frodi commerciali. Reati, responsabilità e sanzioni per l’azienda
Frodi commerciali. Reati, responsabilità e sanzioni per l’azienda
Dalla vendita di falsi prodotti biologici all’aggiunta di conservanti non dichiarati in etichetta: le novità introdotte dalla legge 99/2009.
Sin dalla sua adozione, il decreto legislativo 231/2001 è stato un provvedimento normativo di notevole impatto, soprattutto per avere scardinato un radicato principio giuridico, traducibile nel noto brocardo latino “societas delinquere non potest”.
Punto di partenza nella lotta alla criminalità d’impresa, questo provvedimento ha stabilito che la realizzazione di una serie di reati, se commessi da soggetti qualificati nell’interesse o a vantaggio dell’azienda, determinano la diretta responsabilità dell’ente stesso, che si affianca a quella della persona fisica autrice materiale dell’illecito.
Come evidenziato, la responsabilità penale delle società è scissa e parallela rispetto a quella della persona fisica che ha commesso il reato. Ciò significa che per la medesima fattispecie di reato potremmo astrattamente avere due distinti procedimenti penali: uno a carico del legale rappresentante o suo delegato e l’altro a carico dell’azienda stessa.
La scissione tra persona fisica e persona giuridica in termini di responsabilità è tanto più evidente se si pensa che il processo a carico dell’ente può aver luogo anche nel caso in cui l’autore del reato non fosse mai stato identificato o non imputabile.
La responsabilità della persona giuridica ex d.lgs. 231/2001 è stata definita “penale-amministrativa” in quanto si applica agli illeciti amministrativi dipendenti da reato. Si tratta di una responsabilità penale nel senso che il suo accertamento avviene in sede penale, secondo le disposizioni che regolano il processo penale, e amministrativa sul versante sanzionatorio. A carico dell’azienda sono infatti previste onerose sanzioni pecuniarie (applicate sulla base del sistema delle quote laddove una quota può assumere un valore variabile da 258 a 1549 euro) e paralizzanti provvedimenti interdittivi, come la sospensione o la revoca di autorizzazioni, licenze, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione o l’esclusione da agevolazioni e finanziamenti.
Tra i nuovi reati recentemente inseriti nel corpus del d.lgs. 231/2001 dalla legge 99/2009, spiccano per la rilevanza che assumono per l’azienda alimentare quelli contro l’industria e il commercio.
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