Le linee guida nazionali in materia di applicazione dei regolamenti (CE) 882/04 e 854/04 videro la luce solo nel novembre 2016, a più di dodici anni dalla pubblicazione dei regolamenti e a ridosso dell’approvazione del nuovo regolamento sui controlli ufficiali: il regolamento (UE) 2017/625. La gestazione del documento fu difficile e questo incise sui tempi per la sua messa a punto.
Il regolamento (UE) 2017/625 in parte riprende sicuramente alcuni degli aspetti del “vecchio” regolamento (CE) 882/04, ma ne amplia anche significativamente il campo di applicazione, introduce alcune significative novità, provvede a chiarire alcuni aspetti che, a seguito dell’applicazione del regolamento (CE) 882/04 apparivano non univocamente interpretati e applicati. Insomma, il regolamento (UE) 2017/625, benché tratti sempre di controlli ufficiali, non può certo essere inteso come un semplice “restyling” dei regolamenti del 2004.
Questo comporterà che la stesura delle nuove linee guida, seppure partendo da una base già assodata, non potrà risolversi con un semplice intervento di aggiornamento; basti pensare che, al di là degli aspetti specifici, l’ampliamento del campo di applicazione ha comportato anche il coinvolgimento di più autorità competenti, per cui sarà prioritario riuscire a fornire chiare indicazioni in merito alle modalità di coordinamento sia verticale (livello centrale, regionale, locale), sia orizzontale (tra autorità competenti in materie diverse operanti allo stesso livello). L’obiettivo è quello di riuscire a mettere a punto in tempi ragionevolmente brevi un nuovo documento che, partendo dall’esperienza guadagnata in questi anni, permetta di dare indicazioni precise sia agli operatori, sia alle autorità competenti e al personale da queste dipendenti.
Di buono c’è che il gruppo di lavoro tra Ministero della Salute, Regioni e Provincie autonome ha già iniziato a riunirsi e si è dato dei tempi stretti per affrontare il compito. Certo, sullo sfondo rimane il grosso problema del coordinamento con le altre autorità competenti, il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali in primis, problema italianissimo!
Quanto alle novità che si può attendere dalle nuove linee guida, è ragionevole che non vi saranno significativi stravolgimenti per quanto attiene alle tematiche afferenti alla sicurezza alimentare, fatto salvo che alcune misure potrebbero essere aggiornate alla luce anche dei chiarimenti forniti dal regolamento (UE) 2017/625. Per esempio, è stato sgombrato il campo sulla necessità o meno di preavvertire gli operatori in merito ai controlli ufficiali programmati. Il regolamento (UE) 2017/625 stabilisce che di norma i controlli ufficiali sono condotti senza preavviso, salvo quando questo sia necessario al fine della loro effettuazione. Scompare quindi il riferimento all’audit come unico, specifico caso nel quale le autorità competenti avrebbero dovuto preavvertire gli operatori e viene fissato un principio più generale per cui la necessità di un preavviso si giustifica in funzione dello specifico contesto nel quale devono essere condotti i controlli ufficiali (per esempio, quando l’operatore responsabile dello stabilimento e/o attività da sottoporre a controllo è difficilmente reperibile o nel caso in cui sia necessario sottoporre a controllo una specifica produzione o prodotto non sempre presenti in stabilimento).
Sempre per tornare alle “novità” del nuovo regolamento sui controlli ufficiali, una particolare enfasi viene posta al contrasto alle frodi (ovvero a quei comportamenti o situazioni tesi a fuorviare il giudizio dei consumatori o degli altri operatori), argomento non totalmente nuovo, ma al quale il regolamento chiede che venga prestata particolare attenzione. Anche in questo caso le linee guida dovranno fornire indicazioni operative in materia alle autorità competenti.
Per contro, alcuni aspetti, quali la descrizione delle modalità operative in caso di controlli condotti mediante ispezione e audit, possono considerarsi sufficientemente assodati, per cui probabilmente riceveranno minore attenzione.
In conclusione, i gruppi di lavoro che dovranno cimentarsi nella redazione delle nuove linee guida in materia di controlli ufficiali non avranno un compito semplice. Certo, è palpabile l’urgenza di atti di indirizzo chiari che colmino le lacune che sono andate a scavarsi negli anni; alle volte, però, la fretta non aiuta a ottenere i risultati attesi.