Le linee guida sono state sviluppate per la comunità globale di scienziati e valutatori del rischio, gestori del rischio o altri responsabili del processo decisionale e/o della comunicazione del rischio
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Le linee guida sono state sviluppate per la comunità globale di scienziati e valutatori del rischio, gestori del rischio o altri responsabili del processo decisionale e/o della comunicazione del rischio
In occasione della Giornata mondiale della Sicurezza alimentare, che si festeggia oggi, l’EFSA ha avviato la campagna di comunicazione #EUChooseSafeFood.
Ora tutti i Paesi dell’Unione europea hanno almeno un prodotto DOP/IGP registrato.
Con la registrazione del Rooibos DOP/Red Bush DOP del Sudafrica, prosegue la strategia dell’Unione europea per l’allargamento del sistema delle indicazioni geografiche anche attraverso il riconoscimento dei prodotti extra UE.
L’Ispettorato centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti agroalimentari ha partecipato ad una serie di operazioni a vari livelli coordinate dalle Prefetture di Napoli e Caserta.
Barbara Tiozzo e Stefania Crovato sono state nominate membri del Communications Experts Network dell’Autorità europea per la Sicurezza alimentare.
Per l’individuazione del livello di rischio e quindi per l’attivazione dell’allerta, le Linee guida fanno riferimento ai criteri definiti dalla Commissione europea, ai quali si accompagnano alcune indicazioni utili all’autorità competente nella corretta gestione del sistema.
La Commissione europea ha approvato la registrazione della “Pesca di Delia” nel registro delle indicazioni geografiche protette (IGP). Con “Pesca di Delia” si intendono le pesche a polpa gialla o bianca e le nettarine a polpa gialla prodotte nel sud-ovest della Sicilia.
Nel documento sono indicate le modalità da seguire nelle more della legge di conversione del decreto legge 42/2021.
Con il nuovo accordo, della durata di due anni, la tutela è estesa anche ai profili di etichettatura dei prodotti per verificarne la regolarità e la rispondenza alle norme comunitarie e nazionali in materia.
“Ora – afferma il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio – dobbiamo lavorare per far sì che questa etichetta sia applicata in Italia da quante più aziende possibili, sempre in modalità volontaria”.
Secondo l’indagine, l’attuale legislazione UE in materia di OGM, adottata nel 2001, non è più adatta a queste tecnologie innovative.