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Sicurezza delle nanotecnologie, allo studio metodi alternativi alla sperimentazione animale

Fonte: Istituto superiore di Sanità
Data: 29/11/2022


Le nanotecnologie sono utilizzate in diversi ambiti e trovano crescente applicazione nella produzione agroalimentare. Per utilizzarle in modo sicuro serve una comprensione profonda della loro interazione con l'organismo e a questo scopo possono essere impiegati una serie di metodi alternativi alla sperimentazione animale. Per far progredire questi metodi e promuovere il loro utilizzo nella valutazione del rischio, l'EFSA ha assegnato un finanziamento di 5,3 milioni di euro al consorzio costituito per iniziativa dell'Istituto superiore di Sanità (ISS), comprendente prestigiose istituzioni internazionali, in risposta al progetto NAMS4NANO.
Le New Approach Methodologies (NAM) sono il vasto insieme di approcci metodologici alternativi alla sperimentazione animale comprendenti organismi diversi da mammiferi, colture cellulari, modelli in silico basati sulle tecnologie informatiche e tecnologie omiche. Se adeguatamente sviluppato, l'uso integrato delle diverse NAM può fornire informazioni scientificamente valide in modo più rapido ed efficiente rispetto agli studi su animali. Progredire nell'uso delle NAM per comprendere gli effetti dei nanomateriali e i meccanismi associati quale problema emergente della valutazione del rischio tossicologico in sicurezza alimentare è l'obiettivo del progetto NAMS4NANO, che si articola in 3 lotti, uno dei quali coordinato dall'ISS. Il finanziamento globale dell'Istituto è pari a 1,2 milioni di euro.
"Abbiamo proposto un sistema di qualifica per facilitare l'uso delle NAM in ambito regolatorio - afferma Francesco Cubadda (Dipartimento di Sicurezza alimentare, Nutrizione e Sanità pubblica veterinaria), capofila dell'ISS e coordinatore del lotto 3 - e 10 casi studio. I primi cinque ambiscono a dimostrare come le NAM siano in grado di gettare luce su aspetti specifici dei materiali sulla nanoscala e come dall'integrazione dei dati così prodotti con le evidenze esistenti (studi animali o sull'essere umano) si possa condurre una valutazione del rischio completa. Gli altri cinque hanno un contenuto più metodologico: ambiscono a sviluppare strumenti e metodi per affrontare gli aspetti ‘nanospecifici' nelle diverse fasi della valutazione del rischio.
Come richiesto dall'EFSA, i casi studio si incentrano sia su nanomateriali sia su materiali convenzionali con una frazione sulla nanoscala, tutti con stretta attinenza all'impiego nella filiera agroalimentare. Gli ambiti presi in considerazione sono le fonti di nutrienti presenti, ad esempio, negli integratori, i novel foods, gli additivi alimentari, gli additivi per l'alimentazione animale, i materiali a contatto con gli alimenti e i pesticidi. I casi studio saranno utilizzati dall'EFSA per aggiornare le linee guida dell'Autorità sulla valutazione del rischio di materiali integralmente o parzialmente sulla nanoscala impiegati nella produzione di alimenti".

Per saperne di più, www.efsa.europa.eu/it/art36grants/article36/gpefsamese202201-nams4nano-integration-new-approach-methodologies-results