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Indicazioni geografiche, Commissione UE adotta proposta di revisione

Fonte: Commissione europea
Data: 05/04/2022


Il 31 marzo, la Commissione europea ha adottato la proposta di revisione del sistema delle indicazioni geografiche (IG) per i vini, le bevande spiritose e i prodotti agricoli. Le nuove misure dovrebbero aumentare la diffusione delle indicazioni geografiche nell'Unione a beneficio dell'economia rurale e conseguire un livello di protezione più elevato, in particolare on line.
"Le indicazioni geografiche - ha dichiarato il commissario per l'Agricoltura Janusz Wojciechowski - rappresentano la ricchezza e la diversità del nostro patrimonio enogastronomico europeo. Proponendo un rafforzamento e un'ulteriore armonizzazione del nostro quadro giuridico, vogliamo promuovere la produzione di prodotti di qualità tradizionali. Ciò andrà a beneficio delle economie rurali in tutta l'Unione, contribuirà a preservare le tradizioni locali e le risorse naturali e proteggerà ulteriormente la notorietà globale dei prodotti agroalimentari dell'UE".
Per rafforzare e migliorare l'attuale sistema di indicazioni geografiche, la Commissione propone le misure seguenti:

• procedura di registrazione abbreviata e semplificata: le diverse norme tecniche e procedurali sulle indicazioni geografiche saranno unificate, dando luogo a un'unica procedura semplificata di registrazione delle indicazioni geografiche per i richiedenti dell'UE e dei Paesi terzi. Questa armonizzazione comporterà un lasso di tempo più breve tra la presentazione della domanda e la registrazione, pertanto si prevede che i regimi godano di maggiore attrattività presso i produttori;
• maggiore protezione on line: il nuovo quadro aumenterà la protezione delle indicazioni geografiche su Internet, in particolare per quanto riguarda le vendite tramite piattaforme on line e la tutela contro la loro registrazione e il loro utilizzo in malafede nel sistema dei nomi di dominio;
• maggiore sostenibilità: dando seguito diretto alla strategia "Dal produttore al consumatore", i produttori potranno valorizzare le loro azioni in materia di sostenibilità sociale, ambientale o economica nel disciplinare di produzione, stabilendo i relativi requisiti. Ciò contribuirà a proteggere meglio le risorse naturali e le economie rurali, garantire le varietà vegetali e le razze animali locali, preservare il paesaggio della zona di produzione e migliorare il benessere degli animali. Questo aspetto potrebbe inoltre attrarre particolarmente i consumatori che desiderano ridurre il loro impatto sull'ambiente;
• più poteri alle associazioni di produttori: gli Stati membri dovranno riconoscere le associazioni di produttori di indicazioni geografiche che ne fanno richiesta. Le associazioni riconosciute avranno la facoltà di gestire, rafforzare e sviluppare le proprie indicazioni geografiche, in particolare grazie all'accesso alle autorità anticontraffazione e doganali di tutti gli Stati membri.

La proposta riprende inoltre il regime di qualità per le specialità tradizionali garantite e l'utilizzo del termine "prodotto di montagna" come indicazione di qualità facoltativa.
L'applicazione a livello nazionale resta di competenza degli Stati membri, mentre la Commissione rimane responsabile della registrazione, della modifica e della cancellazione di tutte le registrazioni.
L'Ufficio dell'Unione Europea per la Proprietà intellettuale (EUIPO) fornirà assistenza tecnica nel processo di esame per contribuire ad accelerare le procedure.
Negli ultimi quattro anni la Commissione e l'EUIPO hanno cooperato sulle indicazioni geografiche. Durante questo periodo l'EUIPO ha contribuito a valutare circa 1.300 domande di indicazioni geografiche e ha creato GIview, una nuova banca dati di ricerca per tutti i nomi protetti collegata al registro delle indicazioni geografiche dell'Unione.
La proposta della Commissione europea riflette il risultato di un ampio processo di consultazione. Nell'ottobre 2020 era stata pubblicata una valutazione d'impatto iniziale, seguita da una consultazione pubblica aperta dal 15 gennaio al 9 aprile 2021 e da consultazioni mirate con gli Stati membri e le organizzazioni pertinenti del settore.