Smaltimento, etichettatura e tracciabilità

Condividi
Fonte: rivista “Alimenti&Bevande” n. 9/2021

Un’azienda che esercita l’attività di commercio all’ingrosso e al dettaglio di generi alimentari, tra cui il baccalà, porzionamento e successivo imbustamento sottovuoto di salumi e formaggio dove deve smaltire i cartoni del baccalà, dopo averli ripuliti dal sale residuo? Per quanto tempo, inoltre, deve conservare l’etichetta originale dei prodotti che ha provveduto a porzionare? È obbligatorio, infine, che l’operatore del settore alimentare, oltre a compilare la “Scheda dei prodotti in arrivo” ed avere a disposizione in azienda sia le fatture che i documenti di trasporto della merce acquistata, debba redigere la “Scheda di tracciabilità dei prodotti”, contenente, oltre alla descrizione della merce, il lotto, la quantità e la scadenza, anche la data di apertura e di fine prodotto (ossia la data di vendita del primo pezzo del lotto in questione e la data di vendita dell’ultimo pezzo dello stesso lotto)?

Risposta di: Dario Dongo, Avvocato e PhD in Diritto alimentare

In linea di massima, i cartoni ripuliti dal sale possono venire conferiti al circuito di riciclo della carta. Se il cartone è rivestito da una pellicola in materiale plastico, bisogna invece decifrare i codici dei materiali o consultare il fornitore, per un’apposita verifica.
Per quanto riguarda il secondo quesito, l’etichetta originale deve venire conservata almeno fino ai sei mesi successivi al decorso della data di scadenza ovvero del termine minimo di conservazione. Tenuto conto dell’esigenza di garantire la rintracciabilità dei prodotti nell’intero corso della loro vita a scaffale (shelf-life), con particolare attenzione all’eventualità di problemi di sicurezza alimentare.
In merito all’ultimo quesito, infine, la registrazione delle informazioni elencate è necessaria a garantire appieno la rintracciabilità degli alimenti e gestire in modo corretto eventuali crisi di sicurezza alimentare.

 

 

Edicola web

Ti potrebbero interessare