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Misurare e monitorare la qualità dell'aria compressa: il primo passo per processi più sicuri

Quando l'aria entra in contatto diretto o indiretto con il prodotto, non bisogna mai sottovalutare l'importanza della sua purezza.

Azienda: BEKO TECHNOLOGIES
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 8/2019
Data: 21/10/2019


Nel settore alimentare, l'aria compressa è parte integrante del processo produttivo: viene impiegata, ad esempio, per il trasporto di materie prime, il confezionamento dei prodotti, la pulizia di bottiglie, contenitori e superfici di lavoro, e molte altre applicazioni. 

Quando l'aria entra in contatto diretto o indiretto con il prodotto, non bisogna mai sottovalutare l'importanza della sua purezza. Le conseguenze derivanti dall'utilizzo di aria compressa contaminata, infatti, variano da usura prematura delle attrezzature, guasti ai macchinari, fermi di produzione, fino a pesanti ripercussioni sulla qualità dei prodotti, con aumento degli scarti e delle rilavorazioni, ma soprattutto dei rischi per la salute del consumatore. Nelle applicazioni sensibili, dunque, l'aria compressa rappresenta un punto critico e deve essere controllata.

Le norme attualmente in vigore, che specificano i requisiti di qualità dell'aria compressa, sono tre: ISO 8573, ISO 12500 e ISO 7183. La più utilizzata è la ISO 8573, la quale definisce e classifica i principali contaminanti dell'aria compressa, che sono: particolato solido, umidità, contenuto d'olio residuo. Per ciascuno di essi, viene specificato il livello massimo ammesso per ogni metro cubo d'aria compressa e la relativa classe di qualità. Ad esempio, se l'aria contiene 5.000 particelle solide da 1,0 µm/m3, un punto di rugiada pari a 1,5 °C e un tenore d'olio residuo pari a 0,8 mg/m3, la classe di qualità secondo ISO 8573 è [2;4;3].


Come si può verificare la qualità della propria aria compressa?

La qualità dell'aria compressa non è visibile, ma è misurabile. Un servizio di audit qualitativo di alto livello consente di rilevare in tempo reale tutti i parametri richiesti e stabilire la classe di appartenenza della propria aria compressa, secondo la normativa ISO 8573. Solo conoscendo la situazione attuale, è possibile poi valutare come e dove intervenire per ottimizzare il sistema d'aria compressa e scongiurare rischi di contaminazione.

BEKO Technologies è all'avanguardia nella progettazione e produzione di strumenti di misurazione precisi e attendibili, con i quali esegue audit accurati per molte aziende alimentari e di diversi altri settori. I principali strumenti sono:

· PC 400: contatore di particelle che rileva particelle solide di dimensioni fino a 0,1 µm;
· METPOINT® DPM: misura temperatura, umidità relativa e punto di rugiada in pressione fino a -60 °C;
· METPOINT® OCV compact: determina il tenore di vapore d'olio residuo, con una precisione fino a 0,001 mg/m3 ed è il primo sistema di misurazione al mondo con certificazione TÜV Nord.

Tali strumenti sono sottoposti a regolari calibrazioni per garantire l'efficienza e l'affidabilità della misurazione.

 

Cosa fare dopo l'audit?

Una volta verificata la classe di qualità della propria aria compressa, è fondamentale stabilire la classe di qualità necessaria per la propria applicazione: dato che non esiste una normativa specifica in merito, si può fare riferimento, ad esempio, alle linee guida della BCAS (British Compressed Air Society) o della VDMA (Mechanical Engineering Industry Association), le quali raccomandano la classe più opportuna a seconda della tipologia di utilizzo dell'aria compressa, della modalità di contatto con il prodotto (diretto o indiretto), delle caratteristiche del prodotto stesso (secco o umido) e così via.
Nel caso in cui la classe di qualità attuale fosse inferiore a quella consigliata, è possibile attuare delle soluzioni di trattamento dell'aria compressa, quali filtrazione, essiccamento e rimozione dei vapori d'olio.
BEKO Technologies da oltre trent'anni sviluppa e produce componenti e sistemi all'avanguardia e ad alte prestazioni per ottenere aria compressa della massima qualità.

Monitoraggio continuo per garantire la sicurezza

Secondo il regolamento (CE) 178/2002, le aziende sono tenute a realizzare prodotti sicuri. Poiché l'aria compressa ha effetti diretti sulla sicurezza del prodotto, spetta all'azienda produttrice monitorare la sua qualità. La normativa Haccp e i programmi operativi preventivi (OPRP) impongono il rispetto dei valori limite predefiniti e il loro monitoraggio tramite misurazioni costanti (24/7).
Anche qui, Beko Technologies offre soluzioni di misurazione continua dei principali parametri dell'aria compressa (portata, pressione, punto di rugiada in pressione, tenore d'olio residuo e particolato solido) e datalogger avanzati per la registrazione e l'analisi dei dati rilevati, dotati di sistemi di allarme in caso di superamento dei valori limite predefiniti. In questo modo, è possibile intervenire tempestivamente ed evitare problemi agli impianti e alla produzione. La qualità, dunque, è il risultato di processi controllati.



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