L’infestazione delle derrate alimentari da parte di larve o adulti di insetti costituisce una delle principali cause che portano alla distruzione – o comunque alla perdita – di alimenti. E, seppure il problema riguardi principalmente Paesi caratterizzati da condizioni di produzione, raccolta e conservazione degli alimenti meno sviluppati, non per questo risparmia anche Paesi ricchi.
In generale, il riscontro di un alimento invaso da parassiti integra il concetto di alimento “non idoneo al consumo umano”, come definito dall’articolo 14 del regolamento (CE) 178/2002. Tale fattispecie, qualora l’alimento in esame sia stato impiegato nella preparazione di alimenti o bevande, posto in commercio o comunque distribuito per il consumo, viene sanzionata, ai sensi dell’articolo 5, lettera d), della legge 283/62, con l’arresto da tre mesi a un anno o l’ammenda da 2.582 a 46.481 euro.
Ovviamente l’applicazione della sanzione sopra richiamata verrà comminata solo dopo che sia stato possibile accertare, al di là di ogni ragionevole dubbio, la responsabilità dell’operatore nella messa in atto della contravvenzione.
Venendo al caso rappresentato nel quesito, dalla descrizione che ne viene fatta non è possibile determinare con certezza la natura del parassita in questione, se si tratti, cioè, di stadi larvali della cosiddetta “mosca carnaria” (Sarcophaga carnaria) o di altre specie di insetti (nel quesito si specifica che si trattava di ditteri, che potrebbero avere parassitato l’animale ancora in vita, le cosiddette “miasi”).
Il competente Servizio Veterinario, nell’eseguire gli accertamenti sia sul lotto di carne sia presso gli ambienti nei quali lo stesso è stato preparato e conservato, a parere dello scrivente, ha condotto le misure previste in caso di “sospetta non conformità”, per cui nulla può essere loro imputato se, a seguito degli approfondimenti di cui sopra, non sia stato possibile accertare in modo univoco la natura, l’origine, la portata delle (presunta) non conformità, nonché le responsabilità in merito alla sua espressione.
Nel caso in cui fosse stata disponibile una qualche forma del parassita ancora sufficientemente integra (sembrerebbe che il rilievo dell’infestazione sia avvenuto dopo preparazione e cottura della carne), il suo esame da parte di personale specializzato – gli Istituti Zooprofilattici Sperimentali spesso dispongono di servizi entomologici in grado di condurre tali accertamenti – avrebbe permesso di disporre di utili indicazioni volte soprattutto al controllo della parassitosi, se confermata.