Additivi, i valori di riferimento per i tramezzini farciti

Condividi
Fonte: rivista “Alimenti&Bevande” n. 3/2023

Un tramezzino farcito, pluri-ingrediente e pronto al consumo a quale categoria appartiene in riferimento al regolamento (UE) 1129/2011 per la ricerca dei valori di riferimento per gli additivi?

Risposta di: Stefano Senatore, Avvocato ed Esperto di Legislazione degli Alimenti

Il regolamento (CE) 1333/2008, recante la disciplina degli additivi alimentari, all’articolo 4 consente l’utilizzo di tali sostanze negli alimenti solo qualora esse siano incluse nel relativo elenco comunitario, riportato nell’allegato II, ed esclusivamente nelle categorie di alimenti ivi indicate.
L’allegato II, in particolare, identifica 18 categorie alimentari, nessuna delle quali, tuttavia, riguarda specificamente i tramezzini farciti oggetto del quesito.
I suddetti prodotti potrebbero, eventualmente, essere ricondotti nell’ambito della categoria residuale n. 18, dedicata agli “alimenti trasformati non coperti dalle categorie 1-17”, laddove fossero sottoposti ad un trattamento tale da determinare un mutamento sostanziale del loro stato iniziale (come si ricava dall’articolo 3, paragrafo 2, lettera d). Ad ogni modo, ad oggi non vi sono additivi alimentari autorizzati in relazione alla suddetta categoria n. 18.
Premesso ciò, va tuttavia chiarito che, in base al “principio del trasferimento” definito dall’articolo 18 del regolamento (CE) 1333/2008, all’interno dei tramezzini farciti sarà comunque ammessa la presenza di tutti gli additivi autorizzati, dall’allegato II, all’interno dei singoli ingredienti di tale prodotto composto.
Esemplificativamente, nel tramezzino contenente l’ingrediente prosciutto cotto sarà conforme agli obblighi normativi l’eventuale presenza di nitriti apportati da tale salume, posto che l’allegato II, parte E, alla categoria 08.3.2 autorizza tale additivo in tutti i prodotti a base di carne sottoposti a trattamento termico (e, quindi, anche nel prosciutto cotto).
Infine, considerato che gli additivi riscontrati in un tramezzino ripieno potranno essere solo quelli “trasferiti” dai suoi ingredienti, è da ritenere che la loro quantità massima debba rispettare i limiti stabiliti, dall’allegato II, per il singolo ingrediente aggiunto.
Quindi, assunto che il prosciutto cotto sia soggetto ad un limite massimo di nitriti pari a 150 mg/1000 g di prodotto e volendo ipotizzare la presenza di 10 g di prosciutto cotto in un tramezzino farcito, la quantità massima di solfiti riscontrabili nell’alimento composto dovrebbe essere di 1,5 mg (salvo, ovviamente, che non siano utilizzati anche ulteriori ingredienti nei quali sia consentita la presenza di nitriti).

Edicola web

Ti potrebbero interessare